| Le serie storiche |
| Messaggio: #1 Le serie storiche (22-02-2012 11:28 da ) |
| Vi è mai capitato di seguire in radio ( RAI Uno) la rubrica "Gli Affari"? Difficile capirci qualcosa: un giorno ti dicono che va tutto bene, perchè l'indice Mib guadagna lo 0,8%; il giorno dopo ti raccontano che va tutto male perchè la borsa perde lo 0,20%. Ora, se non vengono forniti elementi di giudizio su un periodo piu' lungo, è difficile rendersi conto, di giorno in giorno, di come vadano le cose. Dunque servono quelle che sono chiamate le "serie storiche". E' solo con esse che è possibile valutare l'andamento(trend) di un fenomeno. Una volta, negli ospedali, ai piedi del letto dei pazienti, c'era la tabella del rilievo delle temperature corporee. Ogni giorno, piu' volte al giorno, veniva prelevata la temperatura e segnata sul grafico. In questo modo i medici potevano vedere se il fenomeno fosse in crescita o in diminuizione oppure stazionario. Questa constatazione si può estendere un pò a tutti i fatti della vita. Se la gente si abituasse a ragionare sul medio-lungo periodo e non guardasse semplicemente la quotidianità, allora si renderebbe conto che non tutto è come viene riportato ( interessatamente) dai media o da qualche partito. Per esempio, se guardiamo le serie storiche relative alla tendenza alla crescita della statura nei maschi ( fonte: ISTAT su dati forniti dalla Sanità Militare, coscritti alla leva, anni 1865-2002) ci accorgiamo come la statura sia cresciuta, in media, di ben 8 centimetri dall'Unità d'Italia ai giorni nostri. Nel 1865 solo il 4% della popolazione maschile superava i 180 cm. di altezza. Ora è piu' del 20% Dunque possiamo concludere, ragionevolmente, che l'altezza degli italiani è in crescita. Se prendiamo, per esempio, le serie storiche della criminalità in Italia: delitti contro la persona e il patrimonio, sempre in un arco temporale significativamente lungo, ci accorgiamo che i delitti gravi ( omicidi, rapina a mano armata) sono diminuiti drasticamente; mentre sono in lieve aumento stupri e piccoli reati ( scippo, truffe ecc.) Stiamo parlando comunque di variazioni minime per ogni 100.000 abitanti. Eppure, senza alcun conforto dei numeri, ciò basta per aumentare l'insicurezza percepita. Senso di insicurezza che è montato ad arte, da chi ha colto un elemento di "marketing" su cui costruire la propria "offerta" politica: basta con gli immigrati, militari nelle città ecc. Se noi sottoponiamo i dati a test statistici secondo lo schema: criminalità nelle città ( prima)-----> azione correttiva ( militari di ronda)--------> criminalità nelle città ( dopo), possiamo notare che le differenze non danno risultati apprezzabili; ergo le "ronde" hanno avuto solo un effetto placebo; mentre il trend della criminalità è del tutto avulso da questi presunti deterrenti. Un esempio tipico è Roma dove, a ben guardare, delitti gravi contro la persona sono aumentati con la Giunta Alemanno, rispetto a quelli con la Giunta Veltroni. Sarebbe sciocco dire che la colpa è di Alemanno, così come è stato sciocco e pretestuoso dire che la colpa fu di Veltroni. Siccome non esiste senso della misura e, men che meno, valutazione delle serie storiche, un efferato delitto sotto casa ripropone il tema della sicurezza nelle città; senza calcolare che quel delitto, in rapporto ad una popolazione di quattro milioni di cittadini , rappresenta lo 0,00....% Una percentuale infima, casuale e fisiologica in una grande città. Il cittadino, di suo, difficilmente farà queste valutazioni ma la politica, in proposito , dovrebbe dimostrare piu' serietà. La stessa scuola dovrebbe fornire una formazione di tipo "sistemico" agli allievi, in modo che essi imparino ad inquadrare i fenomeni e dare loro il giusto peso entro un periodo storico determinato. Non facendo questo tutto diventa opinabile ed è facilissimo scadere nel procurato allarme. |
| La situazione è grave, ma non seria |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #2 RE: Le serie storiche (22-02-2012 12:34 da ) |
| Una volta stavo vedendo Superquark e Piero Angela stava spiegando la logica delle statistiche, ossia perchè le cose si ripetono. Esempio se nel 2011 ci sono stati "tot" incidenti stradali con "tot" morti e feriti, nel 2012 ce ne saranno altrettanti con piccoli scarti percentuali. Mi suona il telefono e ho perso il perchè questo accade In merito alla giunta alemanno o veltroni, credo che la crisi stia incidendo pesantemente sul fenomeno criminalità, la gente si controlla di meno, la tensione è palpabile e i delinquenti aumentano. A fine anno sarà quasi certo un aumento sistematico nei furti in appartamento a livello nazionale, ne sono certo e i primi dati vanno in questa direzione. |
| "Dubium sapientiae initium." |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #3 RE: Le serie storiche (22-02-2012 13:42 da ) |
(22-02-2012 12:34)Krotalo Ha scritto: Una volta stavo vedendo Superquark e Piero Angela stava spiegando la logica delle statistiche, ossia perchè le cose si ripetono.Non ho visto la trasmissione di Angela e dunque non conosco bene i termini del problema. In linea generale, esistono dei fenomeni dove due variabili sono correlate tra loro in una relazione di tipo causa-effetto y=f(x); per cui al variare della variabile indipendente varia anche la dipendente. Per esempio, utilizzando i concetti che tu hai espresso, all'aumentare del disagio sociale aumenta anche la criminalità. Se poniamo su degli assi cartesiani le due variabili ( x= aumento disagio sociale) e (y= aumento della criminalità) Noteremo che, per ogni ennesimo istante di tempo ( per esempio un anno cad.) si formeranno sul grafico delle coppie xy di punti che, in successione, descriveranno un comportamento che può essere rappresentato da una retta ( se la correlazione xy è buona), dunque da un'equazione di primo grado o da una curva polinomiale ( secondo grado e superiori). In questo modo, tramite i parametri della regressione è possibile stabilire ciò che è stato ma anche predire ciò che avverrà in futuro. Il concetto è intuitivo: se io ho una retta, che sappiamo formata da un numero infinito di punti allineati, di cui è nota l'origine ( determinata da almeno due punti) e la sua "pendenza" ( coefficiente angolare) è sempre possibile stabilire cosa avverrà in futuro. In effetti nessuno ha la sfera di cristallo, per cui i fenomeni futuri possono essere solo stimati. Per cui le variazioni della stima costituiranno l'errore statistico del modello. Gli eventi futuri possono sempre cambiare, per mille ragioni, sia im meglio che in peggio. Ciò nonostante, è legittimo ritenere che, in assenza di turbolenze significative, un fenomeno che ha un itinere di un certo tipo, continui ad averlo anche nel tempo relativamente prossimo. Quanto al secondo discorso ( Giunte Alemanno e Veltroni), se, stando al topic, analizziamo le serie storiche dal 1865 ad oggi vediamo che di crisi ve ne sono state parecchie; incluse due guerre mondiali e due pesantissime recessioni economiche. Volendo è possibile ipotizzare quale sarà la criminalità attesa tra un anno, due, tre........analizzando, appunto, col metodo della regressione, le serie storiche. Potremmo tranquillamente scoprire che gli scostamenti non sono significativi e che l'allarme sociale percepito sia del tutto ingiustificato. La regressione lineare e quella non lineare hanno particolare importanza dove si debba prevedere il comportamento futuro di un fenomeno ed è particolarmente usato in tutti i modelli previsionali: dalle previsioni del tempo ai premi assicurativi, al fabbisogno alimentare e via dicendo. Si tratta di uno strumento indispensabile per la programmazione dei costi/investimenti e per la ricerca di curve operative. |
| La situazione è grave, ma non seria |
| |
Rispondi |
| « Precedente | Successivo » |
Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)

Cerca
Lista utenti
Calendario
Aiuto
Rispondi

Rispondi