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quando arriva sorella morte........
Messaggio: #1
quando arriva sorella morte........ (11-02-2012 16:28 da
François
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mi riallaccio in qualche modo al 3d che ho postato stamane:

cosa differenzia una società civile da quella dei consumi

quando arriva il momento di fare il bilancio della propria vita,senza possibilità di barare,ci si accorge che tanti errori nella scala di priorità sono stati fatti perchè invece che in una società civle viviamo in quella dei consumi,dove i soldi e il potere sono INDISPENSABILI e quindi chi non li ha vengono considerati degli imbecilli falliti.
ma arriva il momento dei conti finali,credenti agnostici o atei ........

[Immagine: pixel.gif]
"I cinque rimpianti più grandi
di chi sta per morire"

«La vita è una scelta. Scegli la felicità». Bronnie
Ware è un’infermiera australiana. Ma un’infermiera particolare. Il suo
compito è quello di assistere le persone nelle loro ultime settimane di
vita. «In genere da tre a dodici». Malati terminali rimandati a casa
dagli ospedali. Il lavoro di Bonnie è semplice e complicatissimo.
Somministra farmaci che servono solo ad alleviare il dolore e passa le
giornate a parlare con i suoi assistiti, uomini e donne costretti a fare
un bilancio della propria esistenza. Tempo scaduto. Non si può più
barare. Tanto non serve a niente. Lei fa sempre la stessa domanda: c’è
qualcosa che rimpiangi? Loro dicono tutti la stessa cosa: «sì, più di
una».


Così l’infermiera Ware ha deciso di aprire un blog. L’ha
chiamato «Inspiration and Chai». Dentro ha messo tutte le risposte. Poi
ha scritto anche un libro e lo ha intitolato «I cinque rimpianti più
grandi di chi sta per morire». E’ andato a ruba. Che cosa abbiamo
sbagliato nel nostro passaggio terreno?



Finché siamo vivi diciamo cose balorde: ho fatto poco
sesso, pochi viaggi, pochi soldi. Quando stiamo per morire invece
diciamo la verità. O finalmente la capiamo.


Ecco, le cinque cose che i pazienti di Bronnie Ware rimpiangono sono queste.


La prima: avrei voluto vivere la vita secondo le mie inclinazioni e non secondo le aspettative degli altri.


La gabbia. Quella che la società ci butta addosso
spacciandola per inevitabile. Le regole balzane del vivere assieme. «Chi
se ne sta andando pensa ai desideri che ha realizzato. In genere sono
meno della metà di quelli che avrebbe voluto. Di chi è la colpa? La
risposta è sempre quella: mia. Avrei potuto, ho voluto, mi sono lasciato
condizionare».



La seconda: non avrei voluto lavorare così duramente.


L’ossessione. Esisto se emergo nella gara della
competizione professionale. «Questo è un problema sopratutto degli
uomini. Ma anche nelle donne sta cominciando a diventare centrale. Ci si
chiude in ufficio e si perdono di vista i figli che crescono, si
dimentica il rapporto con il proprio compagno e la propria compagna. In
effetti ci si dimentica di sé».



La terza: avrei voluto avere il coraggio di esprimere i miei sentimenti.


Il pudore. L’imbarazzo. Le regole predifinite delle
relazioni con gli altri. Il modo che vale più della sostanza. «Molti mi
dicono: mi sono tenuto dentro ogni istinto di ribellione, mi sono
vergognato di dire la verità al mio capo, di dire a mia moglie quanto
l’amavo, ai miei figli quanto ero orgoglioso di loro. Così mi sono
perso, mi sono rinchiuso. E la mia frstrazione ha finito per
schiacciarmi, per rendermi infelice».



La quarta: avrei voluto restare di più in contatto con i miei amici.


Le priorità sbagliate. Il mondo ci porta lontano dalle
persone che amiamo e noi diamo per scontato che sia così. «Altro
rimpianto comune: non ho curato il rapporto con chi mi ha voluto bene.
Ho sempre pensato: tanto sono lì. Mi aspettano. Poi i miei momenti di
solitudine si sono moltiplicati, proprio perché avevo rinunciato a loro.
Cioé a me. Cioé al mio mondo».



La quinta: avrei voluto consentirmi di essere più felice.


Il riassunto di tutto. Nel quinto rimpianto ci stanno
dentro i primi quattro. Né sesso, nè soldi. Solo il bisogno di
assecondare i propri amori, i propri odori, i propri sogni, i propri
bisogni. Tutto quello che è già lì, semplice, solo da raccogliere. «E
allora sarà anche banale, ma io non ho più dubbi: la vita è una scelta.
Scegli la felicità».



Ps. Il Guardian di Londra ha fatto un esperimento con i
propri lettori. Domanda: che cosa rimpiangete di più della vostra vita?
Hanno risposto i vivi: il sesso, il denaro, i viaggi. Forse siamo
inguaribili.




[Immagine: pixel.gif]http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=322&ID_articolo=209



[Immagine: getmedia.php?Ire.jgmmiJwugJw%7De%7C%60-%...mghom-%3FE]

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Messaggio: #2
RE: quando arriva sorella morte........ (11-02-2012 16:42 da
Krotalo
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(11-02-2012 16:28)François Ha scritto:  La prima: avrei voluto vivere la vita secondo le mie inclinazioni e non secondo le aspettative degli altri.



La seconda: non avrei voluto lavorare così duramente.



La terza: avrei voluto avere il coraggio di esprimere i miei sentimenti.



La quarta: avrei voluto restare di più in contatto con i miei amici.



La quinta: avrei voluto consentirmi di essere più felice.


Il riassunto di tutto. Nel quinto rimpianto ci stanno
dentro i primi quattro. Né sesso, nè soldi. Solo il bisogno di
assecondare i propri amori, i propri odori, i propri sogni, i propri
bisogni.


Molto egoismo e poco altruismo? Talktohand
Davvero pensiamo solo a noi stessi? Talktohand
Perchè se così fosse, si giustificherebbe l'attuale pianeta Talktohand
"Dubium sapientiae initium."
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Messaggio: #3
RE: quando arriva sorella morte........ (11-02-2012 17:06 da
Daniele
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Un mio racconto autobiografico, di sei anni fa.Per quello che mi riguarda ho trovato la risposta almeno ad un paio delle cinque domande; e non nel fine vita.

"Avevo
nove anni, non ancora compiuti, quando la corriera impietosa, tornante
dopo tornante, mi strappò dai miei monti per condurmi a Sondrio.
Li
c’era un mostro d’acciaio, un treno: uno di quegli oggetti strani e
rumorosi che osservavo dall’alto percorrere la piana di Tresenda.

Mi portò a Sesto San Giovanni, la città delle fabbriche.
Piansi,
piansi molto e dimenticai il cielo stellato nelle notti pungenti
d’inverno, i candelotti di ghiaccio sulle balconate delle povere case di
pietra della mia contrada, i volti rubicondi forgiati dal lavoro dei
campi, nonna Nina che tostava il caffè d’orzo nel camino.

A Sesto era tutto diverso; innanzitutto la gente: nessuno ti salutava, ognuno tirava dritto per la sua strada.
Poi tutte quelle macchine, l’aria fetida, irrespirabile, condizionata dallo smog delle ciminiere.
Le
sirene che urlavano già dalle cinque e trenta del mattino e tacevano
solo dopo le ventidue, quando il “terzo turno” era già entrato per il
lavoro di notte.

Mi sentivo sradicato da un mondo e catapultato in
un altro: nulla di ciò che avevo conosciuto nei primi nove anni della
mia vita era presente nella mia nuova quotidianità.

Ricordo il primo giorno nella nuova scuola, la visita del medico scolastico.
Era un signore anziano, gentile. Mi chiese: “allora, tu che vieni dalla Valtellina, cosa ti piace della città ?”
Io ci pensai un attimo e poi dissi: ” I semafori”

Infatti
mi colpirono quei pali di ferro con le lampadine colorate in testa ,
che si alternavano nei colori “Verde” “Giallo” “Rosso”.
Ricordo che
presi un bloch notes è iniziai a contare quanto tempo intercorresse tra
il “verde” e il “giallo” e poi tra il “giallo” e il “rosso” e ancora tra
questi e il “verde”.
Mi stupivo molto della regolarità e della
periodicità con la quale le luci filtrate da vetri di diverso colore si
accendessero e si spegnessero.

Non ho piu’ pensato ai semafori: entrarono nella mia vita come elementi di ordinaria quotidianità.
Alcuni mesi fa ho comprato casa in Valceno, portato li dal desiderio di quiete e di riconciliarmi con la natura.
Abito in una piccola frazione: quando ci siamo tutti siamo in tredici!
Ma,
spesso e volentieri, sono solo, a condividere la compagnia
di ghiri, gufi, civette, falchi, volpi, ricci, colubri.

Dopo quarant’anni rivedo il “mio” cielo stellato, la via lattea e risento quel profumo indefinibile di aria tersa.
Se
mi capita di essere svegliato nel sonno è per via dei rumori degli
uccelli notturni, che popolano i boschi attorno alla mia casa.

Alcuni
giorni fa mi ha sfiorato un pensiero, mentre entravo in tangenziale est
di Milano: da quel punto, sino a casa mia, per oltre centonovanta
chilometri, non incontro un semaforo!
Ho sorriso a questo pensiero ed
ho capito che un capitolo della mia vita si è concluso ed, idealmente,
sono risalito sulla corriera; ma per compiere il viaggio al contrario."
La situazione è grave, ma non seria
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Messaggio: #4
RE: quando arriva sorella morte........ (11-02-2012 17:19 da
Krotalo
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Daniele, praticamente il mio sogno vivere guardando un cielo stellato.
La vita mi ha portato a Milano, forse per la rabbia che avevo in corpo, unita ad una stupida ambizione di dimostrare a me stesso di fare grandi cose.
Ora me ne sto qui in periferia di Milano, scontento di dove abito e nella speranza di andare nel Salento.
Non amo molto il freddo e il mare, sopra e sotto, lo adoro.
Ci sono ancora spazi vicino le varie Torri Salentine, per acquistare terre piene di Ulivi secolari e farci una casa in pietra che guardi al mare, ma il mio ostacolo si chiama Famiglia.
Mia moglie, la seconda, ama la città, ci è nata la respira e la vive e soprattutto ha i genitori.
Io non ho più nessuno da sempre, quindi sono combattuto se lottare con mia moglie che amo molto e forzarla ad una scelta che so le spezzerebbe il cuore.
Però sto pensando ad un'alternativa.
Quando e se andrò in Pensione, potrei acquistare la casetta dei sogni e passarci lunghi periodi, peraltro con Ryanair arrivi a Brindisi in AR con 4 soldi, potrei lasciare una macchinetta laggiù e poi farmi aiutare dai tantissimi generosi locali.
Qualche personaggi che ti viene a prendere e ti riporta oltre a curare la casa lo trovi sempre.

Questo è il mio progetto di vita Thumbs-up
"Dubium sapientiae initium."
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Messaggio: #5
RE: quando arriva sorella morte........ (11-02-2012 18:07 da
François
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credo che la mia ricerca si possa riassumere nella parte conclusiva

Il riassunto di tutto. Nel quinto rimpianto ci stanno
dentro i primi quattro. Né sesso, nè soldi. Solo il bisogno di
assecondare i propri amori, i propri odori, i propri sogni, i propri
bisogni. Tutto quello che è già lì, semplice, solo da raccogliere. «E
allora sarà anche banale, ma io non ho più dubbi: la vita è una scelta.
Scegli la felicità».

su alcuni ci sto arrivando su altri bisogna aspettare ,porpio causa i legami familiari.
la casa già c'è da tempo,anche se non completamente isolata come vorrei e la zona vale un'altra,visto il mio perregrinare dall'infanzia,senza solide radici culturali/affettivi.

questo per pochi fortunati che riescono parzialmente a fare un bilancio positivo della propria vita,ma questa società è quella sognata dai nostri avi per una vita felice del'uomo?di tutti gli uomini.




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Messaggio: #6
RE: quando arriva sorella morte........ (11-02-2012 18:17 da
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(11-02-2012 17:19)Krotalo Ha scritto:  Quando e se andrò in Pensione, potrei acquistare la casetta dei sogni e passarci lunghi periodi, peraltro con Ryanair arrivi a Brindisi in AR con 4 soldi, potrei lasciare una macchinetta laggiù e poi farmi aiutare dai tantissimi generosi locali.
Qualche personaggi che ti viene a prendere e ti riporta oltre a curare la casa lo trovi sempre.

Questo è il mio progetto di vita Thumbs-up
Ti auguro di cuore di riuscirci Disdain
La situazione è grave, ma non seria
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Messaggio: #7
RE: quando arriva sorella morte........ (11-02-2012 18:37 da
gasiòt
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c'è un altro momento in cui una persona si fà quelle domande, non solo nell'ultima settimana di aspettativa di vita

è il momento in cui ti fermi dal lavoro e ti trovi con un pò di tempo davanti per fare dei bilanci e delle previsioni ( o contare le ferite come ho scritto in altro post)

certamente la prospettiva di avere un pò di tempo davanti cambia le carte in tavola ma la ricerca dei rimpianti credo che arrivi in automatico

però questa ricerca dei rimpianti va incrociata con la nostra capacità di fare diversamente nei momenti passati decisivi, ci si può e deve sentire nello sbaglio solo nel prendere decisioni sbagliate quando c'era quella giusta li accanto
certo che adesso anch'io come voi mi sto pre-occupando di fare quello che ho sempre (quasi) desiderato ma non ho ancora fatto del tutto
sono qui in questo gelido inverno e vorrei essere al caldo dei tropici dove la vita costa poco e si sorride di più
e non è affatto un'ipotesi di fantasia




stando a quel che ho letto prima
Hanno risposto i vivi: il sesso, il denaro, i viaggi. Forse siamo
inguaribili. sono vivo e non sono inglese allora, credo di aver gestito questo al meglio senza esagerare in nulla
-la paura bussò alla porta
--apri' la fiducia
--- fuori non c'era nessuno
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