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morire per cosa?
Messaggio: #1
morire per cosa? (02-02-2012 18:46 da
gasiòt
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http://staibene.libero.it/libero_articol...fresh_cens

qui ne hanno fatto una statistica ,che però si riferisce nel dettaglio agli americani ma è comunque interessante

per quanto ci riguarda invece riporta solo l'incidenza delle malattie, probabilmente fare una statistica dei morti per cause anomale diventa troppo difficile per un territorio variegato come il nostro
-la paura bussò alla porta
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Messaggio: #2
RE: morire per cosa? (02-02-2012 19:09 da
alex
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Questo tipo di statistiche (ossia, le analisi delle cause di morte espresse come percentuale sul totale) hanno un senso e un'utilità limitatissima; tanto più se sono estese al mondo intero, mescolando casistiche assolutamente diverse fra di loro. La principale critica, è che il totale fa sempre 100; ossia, la riduzione percentuale di na causa determina necerrasiamente e matematicamente l'incremento di un'altra, senza per questo che la frequenza o il rischio individuale di ammalarsi dell'una o dell'altra malattia cambi significativamente.

Esempio: la lotta contro le malattie cardiovascolari. Più è efficace, più aumenta la percentuale di morti per tumore. lapalissiano, vero? Storicamente, la stessa cosa vale per le malattie infettive: sconfitte o quasi, la mortalità per malattie cardiovascolari e tumori è cresciuta drammaticamente, se misurata in percentuale.

Ci saranno progressi nella terapia dei tumori? E aumenterà la percentuale di morti per malattie cardiovascolari. :-)

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.....
But to speak seriously, the universality of an opinion is no proof, nay, it is not even a probability, that the opinion is right (A. Schopenhauer).
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Messaggio: #3
RE: morire per cosa? (02-02-2012 19:37 da
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Non ci avevo pensato alex, interessante
http://www.karmapolitico.ilcannocchiale.it
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Messaggio: #4
RE: morire per cosa? (02-02-2012 19:49 da
alex
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Quando si parla di mortalità, esiste un preciso indicatore di frequenza, quello riportato nelle tabelle di mortalità generali e per causa; si esprime come indice di mortalità nelle varie classi di età, ossia: numero di eventi/persone*anno. Si calcola età per età, poi si ricava un dato complessivo "corretto per età", assegnando le varie incidenze per età a una popolazione di età standard; allora sì che il risultato può essere confrontato.

L'analisi della mortalità per tutte le cause è interessantissima, da questo punto di vista, perchè mostra reali differenze fra popolazioni diverse, sessi diversi, tempi diversi. E spazza via valutazioni "ad nasum" statisticamente irrilevanti, o fuorvianti. Perfino Daniele è stato sul limite del dirupo (dell'interpretazione errata dei dati).

Esempio. Vi sono due province, Trieste dove l'età media della popolazione è altissima, e Avellino, dove è molto più bassa. Domanda. La mortalità (valutata per bene) è più alta a Trieste o Avellino?

Penso che metà delle persone direbbe "Avellino" perchè se ci sono motli giovani significa che si muore prima; l'altro 50 farebbe un diverso ragionamento e direbbe che essendoci molti vecchi, la mortalità sarà più alta a Trieste.

Occorre che vi dica che la risposta giusta è: "Non si può dire"?
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Messaggio: #5
RE: morire per cosa? (02-02-2012 19:56 da
gasiòt
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ovvero....come una cosa messa li quasi per caso in quanto mi incuriosiva ...diventa poi stimolo per ragionamenti molto più complessi

Talktohand e pensare che nella mia mente semplice , leggendo quel che mettono in statistica , mi chiedevo come fanno a morire cosi tanti per colpa dell'auto Beauty
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Messaggio: #6
RE: morire per cosa? (02-02-2012 20:04 da
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Per incidenti automobilistici, mi pare muoiono in Italia oltre 3000 persone l'anno, che fa la somma di quasi 20 al giorno. Ma i giornalisti, in date determinate, se muoiono 20 persone in un giorno denunciano "la strage" (del sabato sera, sella domenica mattina, del giorno festivo o del giorno che porta male...).

Ma siamo sicuri che leggere i giornali, serve?
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Messaggio: #7
RE: morire per cosa? (02-02-2012 20:06 da
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Era tanto che lo volevo postare, non abbiatene a male Smile

Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.

Trilussa
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Messaggio: #8
RE: morire per cosa? (02-02-2012 21:31 da
Daniele
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(02-02-2012 20:06)Bateson Ha scritto:  Era tanto che lo volevo postare, non abbiatene a male Smile

Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.

Trilussa
Non c' è statistico che nei propri lavori non citi Trilussa o addirittura non riporti questa poesia.
E' una forma di autoironia che fa sempre bene.
In realtà la statistica è roba molto piu' seria.
E' vero che, in media, se uno mangia due polli e uno nessuno ne hanno mangiato uno per uno.
Però è diversa la varianza.
Proprio per evitare la "media del pollo" gli indicatori fondamentali sono uno che rappresenta la concentrazione ( per esempio la media, ma potrebbe essere anche moda e mediana) e uno che rappresenta la dispersione ( la varianza o la sua radice quadrata lo scarto quadratico medio).

I difetti non stanno nel metodo: la statistica, ormai, ha circa due secoli di vita e, in questo periodo, si è sempre piu' perfezionata; anche grazie all'uso del PC che ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di elaborazione (una volta fatta a mano o con calcolatrici antidiluviane).
Il difetto è nella cattiva definizione degli elementi in ingresso.
Ne è un esempio la statistica proposta in questo topic.
Non torno sulle ragioni, perchè le ha ben esposte Alex.
La situazione è grave, ma non seria
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Messaggio: #9
RE: morire per cosa? (02-02-2012 22:17 da
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Insomma come nell' informatica : garbage in garbage out
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Messaggio: #10
RE: morire per cosa? (02-02-2012 23:27 da
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Dicevamo, 50 dicono Trieste, 50 Avellino.... e il centounesimo va qui:
http://demo.istat.it/unitav/index.html?lingua=ita e ricerca la speranza di vita di un maschio di Trieste, e di uno di Avellino, consultando le tavole di mortalità. Nel 2000, a Trieste la speranza di vita alla nascita era 75.6 anni, a Avellino 76.4. Wilt
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