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"UE detta la sua legge": così ha parlato Frange
Messaggio: #1
"UE detta la sua legge": così ha parlato Frange (23-11-2011 11:16 da
Ninetta
Ninetta
Dannato
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Non so cosa pensare di questo intervento, di Nigel Farange, leader dell'UKIP, movimento conservatore inglese, se non che non condivido le sue insinuazioni, almeno non nel modo e nei termini in cui le ha poste lui .
Un intervento a mio avviso, che mira solo a distruggere l'euro e l'unione europea.



Citazione:Quindi, riferendosi al nostro Paese, ha aggiunto: “E non soddisfatti di ciò avete deciso che anche Berlusconi doveva andarsene, così è stato rimosso e sostituito da mister Monti, un ex commissario europeo, un architetto di questo eurodisastro e un uomo che non era neanche un membro del Parlamento”. Sempre secondo Farage, quanto avviene in Europa “sta diventando un racconto di Agatha Christie: stiamo cercando di capire chi sarà la prossima persona a essere eliminata”. Ma chi è Nigel Farage? E’ fuoriuscito dal Partito Conservatore nel 1992 in seguito all’ok britannico al Trattato di Maastricht. Ha quindi fondato l’UKIP, nelle cui liste è stato eletto al Parlamento Ue a partire dal 1999.
http://it.notizie.yahoo.com/farage-contr...rage-.html
http://welcomeitaly.forumfree.it/
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Messaggio: #2
RE: "UE detta la sua legge": così ha parlato Frange (23-11-2011 11:45 da
Daniele
Daniele
Diavolo
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Beh, Ninetta, ognuno può spararle grosse come gli pare. Il problema è sempre di chi gli va dietro.
Non c'è nulla di disastroso nell'euro. E' disastroso che, accanto all'unione monetaria non vi sia l'unione politica.
E' disastroso che non tutti i paesi viaggino alla stessa velocità e, ancor piu' che la "locomotiva" tedesca non capisca che è anche suo interesse rimuovere gli ostacoli allo sviluppo degli altri paesi.
La politica tedesca, oggi, è quella che punta, sostanzialmente, a togliere sovranità all'Europa piuttosto che conferirla.
I problemi non stanno nel "se" fare funzionare l'Europa ma nel "come".

Un Paese come il nostro, indebitato fino al collo, ha bisogno sicuramente di ripianare i debiti, ma , piu' ancora, di tornare a crescere ( sulla natura della crescita e cosa stia dentro a questa parola è tutto da discutere; non certo col vecchio "modello di sviluppo" che ha portato al tracollo attuale)
La crescita, nei decenni passati, è stata sempre ottenuta da politiche monetarie centrate sulla svalutazione della lira, per dare competitività alle nostre merci.
Ma la svalutazione ha avuto come contropartita un minore gettito e dunque la necessità di indebitarsi per costruire infrastrutture e servizi.
Ciò ha favorito la proliferazione del debito. Dunque è il cane che si mangia la coda.
L'economia si regge su tre pilastri fondamentali: risparmio, lavoro, investimenti.
L'economia, quella reale, è in sofferenza perchè la finanza che dovrebbe supportarla è stata direzionata, dalle oligarchie che la controllano, verso affari speculativi di "carta" e non già a sostegno delle imprese.
Non è col ritorno alle "piccole patrie" che si può rispondere alle esigenze di armonizzazione tra le realtà diverse che caratterizzano i 27 paesi UE.
E' semmai vero il contrario: proprio dal superamento dei particolarismi può venire una risposta valida per tutti.
La situazione è grave, ma non seria
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