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Mio suocero
Messaggio: #1
Mio suocero (22-04-2009 09:48 da
Daniele
Daniele
Diavolo
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Virgilio, classe 1926, figlio di un antifascista fondatore con Gramsci del P.C.d'I.
Aveva tredici anni quando amici di famiglia informarono sua madre che il babbo era in ospedale, con la testa rotta dai fascisti.
Peppino, il babbo, rimase un mese in coma prima di riprendersi. Non fosse stato per i suoi datori di lavoro, ricchi ebrei, sarebbe certamente morto; perché le cure, al tempo, si pagavano.
Guarito, dopo pochi mesi venne arrestato e condannato dal Tribunale Speciale a 20 mesi di confino; scontato sull'isola di Ventotene; dove conobbe Pertini.

Virgilio a 17 anni ? chiamato alla leva: ha in mano l'ordine di presentarsi ai carabinieri per essere poi messo a disposizione della Repubblica di Sal?.
In quei giorni esce il bando del ministro Mezzasoma ( firmato da Giorgio Almirante) col quale si avvisa che i renitenti alla leva ssaranno passati per le armi, con fucilazione alla schiena.
Virgilio non ha dubbi: si "sbanda" ed entra nelle formazioni partigiane, nella brigata F.lli Rosselli col nome di battaglia di "Giorgio"
Mesi dopo incappa in un rastrellamento di tedeschi. Con un compagno d'armi, della stessa et? si rifugia in un convento, nel quale si trovava una sua zia suora, che li nasconde.

I tedeschi entrano in convento, lo perquisiscono: trovano il compagno di mio suocero e lo fucilano sul posto.
Mio suocero scampa miracolosamente ( si era nascosto nel pozzo).
Le povere suore vengono malmenate e solo la commiserazione del comandante valse a salvarle da una rappresaglia piu' dura.

Dopo la Liberazione divenne funzionario del PCI.
Erano anni duri: l'Italia era in ginocchio e lui venne inviato dal partito a Legnano, a seguire l'attivit? agraria.
Di agricoltura non sapeva niente; però era un giovane molto metodico e studioso ( lo si vede dai quaderni dell'Istituto Tecnico Conti , che frequentava: precisi, ricchi di disegni di meccanica; redatti con precisione quasi maniacale) Si mise a studiare i vari tipi di grano, di riso.
Diceva sempre: " come faccio a parlare ai contadini se non conosco di cosa si occupano?"

Quella dello studio fu sempre una sua inclinazione.
Leggeva due-tre libri a settimana. Negli anni si specializz? sui temi delle Autonomie Locali.
Fu vice-sindaco di Sesto San Giovanni per quindici anni, poi Vice Presidente della Provincia di Milano e, infine, Sindaco di Cinisello Balsamo sino la sua morte avvenuta, purtroppo, a soli 58 anni.

E' sua la legge della Regione Lombardia sul "sistema bibliotecario urbano" che reca il suo nome. Volle fortissimamente che la Resistenza venisse ricordata non con "reducismo" commemorativo ma come cosa viva, fatta di documenti, esperienze, studi.
Fu il promotore degli Istituti di Storia della Resistenza e del Movimento Operaio ( ora si chiamano Istituti di Storia Contemporanea).

Ebbe diversi riconoscimenti: Una medaglia d'oro dalla Regione Lombardia , dalla Provincia di Milano, l'Ambrogino d'Oro dal Comune di Milano.
A sua figlia ( e a me) ha lasciato il carisma della sua personalit? integerrima, l'acutezza del suo pensiero di fine intellettuale e qualche migliaio di libri.
Povero era e povero ? morto. Evidentemente non ? poi cos? vero il fatto che tutti i politici siano corrotti o maneggioni.

Se l'? portato via il cancro, ma anche la delusione per come evolvevano le cose nell'area Sovietica.
Una volt? torn? dalla Polonia dopo un viaggio di "gemellagio" ricordo che era talmente disgustato che non parl? per tre giorni.

Ecco, questo ? un uomo antifascista, cresciuto in una famiglia operaia e forgiato nella Resistenza.
Un uomo probo, a cui la Citt? di Sesto ha dedicato una via e la "Biblioteca dei Ragazzi"

www.fondazioneisec.it/allegati/fondi_isec/canzi.pdf
La situazione è grave, ma non seria
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