| Una Proposta |
| Messaggio: #1 Una Proposta (19-02-2010 20:51 da ) |
| |
| (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 23-02-2010 13:56 da Mr.Wolf.) |
Rispondi |
| Messaggio: #2 Re: Una Proposta (20-02-2010 16:33 da ) |
| Cos'è la società della fiducia? Ce lo spiega angrema: «quella in cui gli imprenditori operano in un quadro di certezze». E ci informa che l'Italia non è un paese di certezze, elencando una serie di ragioni che vanno dalle inefficienze della pubblica amministrazione, alla scelta delle classi dirigenti e ad una istruzione che non forma i cittadini che lui vorrebbe; e ci fornisce il link per nostri ulteriori approfondimenti. Quando si parla di una società in termini di fiducia, saltando tutti i passaggi relativi alla costituzione dei rapporti sociali e materiali, credo che si entri in un mondo dl Alice che appartiene soltanto al quadro ideologico di chi professa tale genere di conoscenze. Il Risorgimento è quel periodo storico in cui si contestano le occupazioni straniere del nostro territorio o che si fomenta la ribellione degli stati del Sud per il fine di unificare il paese, non importa se in una libera democrazia o se nel quadro dello stato di una monarchia sabauda. A Teano vi è la resa dei conti, e l'attivismo dei Savoia, con le lotte contro l'occupazione austriaca delle regioni del Nord, è determinante a stabilire |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #3 Re: Una Proposta (20-02-2010 18:00 da ) |
| Caro Enrico, è molto semplice in linea di principio. Vai a vivere per 12 mesi in un Paese come |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #4 Re: Una Proposta (20-02-2010 20:39 da ) |
| [quote]Vai a vivere per 12 mesi in un Paese come |
| (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 20-02-2010 21:50 da enrico.) |
Rispondi |
| Messaggio: #5 Re: Una Proposta (21-02-2010 18:26 da ) |
| A me pare (e ho paragonato l'Italia all'Europa per più di un 15nnio) che: - nei Paesi più avanzati della U.E. i cittadini pensano ogni mattina "Come faro' oggi ad essere efficiente ?"; - in Italia negli ultimi 10 anni, per via delle confusione e della crisi galoppante, abbiamo elevato un monumento al lassismo ed un altro all'inefficienza..... - nella vita sociale italiana è raro il "pensiero virtuoso", quello che iniziando un'opera, ha |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #6 Re: Una Proposta (22-02-2010 00:46 da ) |
| preferisco il ragionamento che fa Prodi, al tuo, angrema. http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?i...9c171fc408 Da questa "lezione" viene fuori un paese diverso ed i limiti sono più quelli che indico io di quelli che indichi tu. Se si fa una generalizzazione Nord-Sud (sarebbe meglio riferirsi alle sole tre regioni con la criminalità organizzata) si sbaglia. La realtà dei luoghi comuni non sempre è realtà. |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #7 Re: Una Proposta (22-02-2010 12:36 da ) |
| Vorrei precisare che se ci sono persone interessate al progresso (rialzarlo a livello europeo) del Paese, allora suggesrisco |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #8 Re: Una Proposta (22-02-2010 14:41 da ) |
Citazione: \"Perché gli Italiani non sanno gestire una Fiat, un Paese, un partito, una Sanità, un'Alitalia, con buoni risultati, a livello europeo ?\" Ma che dici angrama. La sanità italiana costa un terzo di quella americana e metà di quella tedesca, eppure garantisce una vita anche più lunga che altrove. É in America che devono imparare a gestire la sanità ed in Germania possono ottenere delle buone efficienze se migliorano la loro gestione. E veniamo alla FIAT. Ti pare che se non fosse stata gestita bene dal '92 ad oggi, sarebbe sopravvissuta, in un mondo in cui il settore automobilistico ha subito sconquassi di ogni tipo? Di fronte all'evidenza di questi fatti, angrema, non ti senti come un disco rotto che ripete sempre le stesse cose? Ma posso scendere anche in dettaglio se vuoi. Se parliamo di Fiat sono uno specialista del settore e ti posso chiarire tutto quello che vuoi, per la sanità sono un cliente che si avvale dei suoi servizi e che in un modo o nell'altro è riuscito sempre a risolvere i problemi che nel tempo si sono presentati. Nulla da dire sulla Vision di Prodi? |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #9 Re: Chiarire Una Proposta (22-02-2010 17:52 da ) |
| Tengo a ricordare : - che la Fiat si è ripresa, dopo anni di difficoltà, mettendo alla guida un ingegnre ital. di nome, ma canadese di esperienza. - che se gli Italiani sapessero gestire, invece di mandare tante risorse per 30 anni alla Cassa del Mezzogiorno (senza risultati per il Sud, ma con tanta spesa), avrebbero fatto una cosa efficace : EDUCARE UN POPOLO SOTTOSVILUPPATO (un po' come cerca di fare la ONU per alcuni Paesi (si chiama cooperazione).. - che le istituzioni italiane sono famose in Europa per non riuscire ad attuare tanti programmi iniziati...! O per far costare a consuntivo il doppio di quello previsto, in tempi e soldi..! Per questo metto un post sui COCCI. angrema |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #10 Re: Una Proposta (23-02-2010 02:43 da ) |
Citazione:- che la Fiat si è ripresa, dopo anni di difficoltà, mettendo alla guida un ingegnre ital. di nome, ma canadese di esperienza. Se vuoi una sua biografia un po pittoresca vai su wikkipedia, ma ti posso garantire che la trasformazione della FIAT è avvenuta dal '92 al 2002 con Cantarella. Marchionne sino ad ora ha campato di rendita. Gli effetti della sua politica potrai iniziare a vederli entro questi cinque anni. Cantarella se ne andò (giugno 2002) perché Gianni Agnelli voleva in tutti i modi vendere la FIAT, mentre lui aveva fatto di tutto per alleggerirla e renderla agile e capace di stare sul mercato(1). E lo fece, da un lato dismettendo tutti quei rami d'azienda che sono finiti nella sub fornitura esterna, dall'altro rendendola estremamente leggera e ben organizzata. Giovanni Agnelli, appoggiato da Fresco (grande dirigente GE) |
| (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 23-02-2010 11:40 da enrico.) |
Rispondi |
| Messaggio: #11 Re: Una Proposta (23-02-2010 12:24 da ) |
| Grazie, Enrico, di quanto hai spiegato. Ti pongo ora un quesito, a cui credo si possa dare una risposta realista. Il quesito : - un Paese come la Svezia o la Francia, accoglie molte multinazionali. Ci si è mai chiesto in Italia perché abbiamo cosi poche grandi imprese ? |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #12 Re: Una Proposta (23-02-2010 14:11 da ) |
Citazione:perché investitori stranieri non decidono di venire in Italia ? Penso che la ragione principale in questo momento è che vi sono paesi in Asia molto più convenienti dove investire. Come dice Prodi, in Cina vi è una capacità produttiva per l'intero mondo, e per almeno dieci anni il costo del lavoro sarà competitivo con USA ed Europa. Nel passato non siamo stati un paese a forte propensione per gli investimenti stranieri - a quel tempo si investiva per disporre di un mercato nazionale. Ora, in un momento in cui quegli investimenti se ne escono dall'Europa, per effetto della globalizzazione, in Italia tendono a scomparire. Hanno delocalizzato le imprese italiane, vorrei vedere che non lo avessero fatto anche quelle straniere che operavano sul nostro territorio. Se queste sono le due ragioni principali, poi ve ne sono altre, le stesse che rendono difficile investire in Italia per qualunque investitore italiano o straniero. Oggi un'impresa deve avere una visione internazionale ed il mercato interno è solo "un di cui", lungaggini burocratiche, una logistica su gomma costosa, delinquenza nelle regioni del sud, un certo protezionismo nella difesa delle imprese (anche decotte, come l'Alitalia), ecc. Infine, cosa devono venire a fare le imprese straniere, da noi, se le nostre capacità produttive nei comparti industriali |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #13 Re: Una Proposta (23-02-2010 15:39 da ) | ||
(23-02-2010 14:11)enrico link Ha scritto:Concordo, fondamentalmente, con Enrico nella risposta alla domanda.Citazione:perché investitori stranieri non decidono di venire in Italia ? L'impresa segue le sue leggi, che sono tutte finalizzate all'utile. L'Italia non è mai stata competitiva, come area produttiva. Non ci aiuta neanche l'orografia del paese, diviso in due dagli Appennini, circondato dal mare... e nell'unica parte di collegameno terrestre, "difeso" dalla Alpi. Ma soprattutto non ci ha aiutato la nostra mentalità, sin dalla nascita dell'Italia, fondamentalmente "assistenzialistica". Insomma, non siamo mai stati un paese a forte attrattiva per gli investimenti. Certo, abbiamo eccelso nella ricerca, nelle scienze, nelle arti... ma mai nella "produzione". E non abbiamo mai sviluppato una vera capacità imprenditoriale. Non fa proprio parte della nostra mentalità. Lo si nota nei rapporti, ad esempio, con le banche: in Italia queste fungono semplicemente da "vaso d'espansione" per chi già di suo possiede capitali. Il nostro sistema bancario non è mai stato imprenditoriale, ma puramente "da banco dei pegni": se hai qualcosa di tuo, ti presto il controvalore. Ecco, nella questione "impresa" io una buona parte di colpa la dò proprio al sistema bancario, ho una mia bella esperienza in merito.. Ma questo è un altro discorso.. C'è infine una ultima considerazione, alla non-attrattiva per gli investitori: la questione "mafiosa". Dove per mafiosa non intendo quella violenta, quella delle stragi o degli attentati, ma quella della "mentalità". Quella che impone, per fare qualcosa, di dover per forza "attivare" qualcuno, "pagare il dazio" (pizzo) al burocrate di turno, al dover chiedere "favori" (puntualmente da restituire). Questo è un tipico comportamento da paese sudamericano o africano, non certo Europeo o Americano. Non che nel resto del mondo non ci sia la corruzione, il favoritismo. Ma da noi ha raggiunto livelli tali da divenire sistematico e "fondamentale". Cosa si dice, qui in Italia? Se non conosci nessuno... non fai niente. Sintomatico. Pertanto, i capitali si spostano dove è più alto l'utile, dove è più facile gestirli, dove "i fastidi" sono minori o più rapidi da risolvere. Non è immoralità, è pura "praticità". E concordo con l'analisi di Prodi: sarà la Cina, insieme all'India, a fare la parte del leone nel prossimo decennio. Inutile pensare di "combattere", senza che ne accorgessimo, abbiamo già perso. Se ne sono accorti gli USA solo adesso, quando, grazie alla crisi, hanno cercato di capire "a chi" dovevano i loro soldi, scoprendo che il loro principale creditore... è proprio la Cina. Hanno capacità materiale, finanziaria, una popolosità che oltre a fornire manod'opera è al tempo stesso mercato. Sono praticamente autosufficenti. Gli serve solo la tecnologia, ma quella che non hanno la comprano facilmente. Oltretutto, imparano alla svelta. ![]() A noi sarebbe rimasta la ricerca, l'eccellenza... ma non abbiamo sviluppato neanche quella. | ||
| ||
| | ||
Rispondi |
| Messaggio: #14 Re: Una Proposta (23-02-2010 20:55 da ) |
| Vorrei proporre due opinioni : - Wolf scrive "L'Italia non è mai stata competitiva, come area produttiva.". |
| |
Rispondi |
| Messaggio: #15 Re: Una Proposta (23-02-2010 21:25 da ) |
Citazione:«\" Quali ragioni ? Quali ostacoli ?\" Poi : lista degli ostacoli frenanti». È tutto un discorso in difesa, Angrema. Poi quando hai la lista degli ostacoli e scopri che sono interessi con tanto di nome e cognome, che fai? Abbatti quegli ostacoli e butti nel cesso nome e cognome? In un paese che si voglia trasformare democraticamente, non esistono ostacoli, ma opportunità e si lavora sulle opportunità. Se si lavora bene, dopo un po si vede che gli ostacoli non ci sono più. Se il limite dell'Italia è essere una appendice lontana dell'Europa, proprio quel fatto negativo può divenire una ragione di successo. I trasporti marittimi da e per l'Asia, possono trovare proprio nei porti italiani il loro fulcro. Certo, poi si devono “bucare le Alpi” verso i corridoi europei, ma si guadagnano lo stesso costi e tempi rispetto all'alternativa della circumnavigazione. Questo è solo un esempio. Ciò che ci serve è una politica che voglia affrontare questi grandi problemi e che si apra al mondo. Con Berlusconi e la Lega al massimo ci possiamo chiudere, anzi, barricare in casa a vedere in televisione il nostro mondo che brucia. Guarda in questo articolo un altro modo di approcciare il problema, apparentemente come fai tu angrema, ma che in realtà, almeno nel commento finale si apre ad una prospettiva che inferisce con la politica attiva. Il testo lo passo anche con una piccola malizia che capirai leggendolo. http://www.unita.it/news/marco_simoni/95..._riformare |
| (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 23-02-2010 21:59 da enrico.) |
Rispondi |
| « Precedente | Successivo » |
Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)

Cerca
Lista utenti
Calendario
Aiuto
Rispondi

Rispondi


![[Immagine: OrangeRibbonG.gif]](http://www.thelibby.com/OrangeRibbonG.gif)