*AuthorTopic: Signor Presidente, le scrivo..  (Read 280 times)

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Barbanera

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #15 on: 09/03/10 (11:53) »
Un'altra cosa: io credo che prima di Travaglio, dovrebbero vergognarsi tanti, ma tanti personaggi "che tu stimi".

Mai asserito che la ragione e la verità stanno solo da una parte, IO, per fortuna, non sono Travaglio  >:D Ma affermare che il Presidente della Repubblica sia consenziente ad un ipotetico tentativo di golpe da parte del governo Berlusconi non solo è ridicolo ma dimostra anche un'abissale ignoranza storica in merito alla provenienza politica del nostro PdR, o debbo spiegarvi io da dove proviene Napolitano ed in quale partito ha sempre militato con determinazione ed onore ?  8)

Offline Mr.Wolf

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #16 on: 09/03/10 (11:57) »
Barbanera, io credo che tu non voglia cogliere il senso della questione, che pure è chiarissima.
La questione è che PER COLPA degli esponenti del PDL (non dimentichiamolo), i loro stessi elettori si trovano senza lista.

Il "diritto al voto" non lo ha negato nessuno, va bene?
Se vuoi sostenere questo, stai mentendo, e non credo tu voglia farlo.  ;)
Come ha fatto notare Alex più volte, chiunque di noi vota "quella più vicina", non quella che veramente vorrebbe.

Pertanto, questo diritto di voto non lo ha messo in pericolo nessuno, che sia ben chiaro una volta per tutte.
E te lo dico, stavolta, alzando la voce, va bene? Non ho più intenzione di farmi prendere per il culo. Da nessuno.
E chi sostiene questo, lo sta facendo.

Se gli elettori del PDL si fanno rappresentare da dei buffoni incapaci, sono cavoli loro e SOLTANTO loro.

Seconda considerazione: ci sono regole che vanno rispettate da TUTTI.
E la regola vuole che le liste vadano presentate IN UN CERTO MODO ED ENTRO UNA CERTA DATA/ORA.

Esta claro? C'est bien claire? Is it all rigth?

Bene, se queste sono regole valide per tutti, NON E' AMMISSIBILE cambiarle "in corsa" solo per permettere a chi ha clamorosamente TOPPATO di presentare una lista, perchè (vedasi sopra) NON E' VERO che sia stato leso il diritto di voto dei cittadini.

Questo è quello che è stato fatto. E' stato violato il SACRO DOVERE di rispettare le regole.
Se le regole sono sbagliate, si possono cambiare, ma NON IN CORSA, non mentre si sta giocando la partita.

E' elementare, per quanto si voglia cercare di "fare i furbi".

Napolitano, dovrebbe essere GARANTE DEL RISPETTO DELLE REGOLE.
Non giudice del "se sia il caso di cambiarle", questo lo capisci?
Non trocca a lui stabilire se sono da cambiare, non tocca a lui stabilire come eventualmente farlo.

LUI DOVEVA FAR RISPETTARE LE REGOLE ESISTENTI.

Non facendolo, si è reso colpevole di aver permesso la violazione di questo SACRO (lo ripeto) DOVERE.

Adesso viemmi a dire che io posso essere sicuro di essere TUTELATO da una persona del genere.

Mio caro amico, stai arrampicando sugli specchi.
E la cosa che più mi fa incazzare, consentimelo, è che certe considerazioni vengano proprio da te, che sei di destra e per di più.. non allienato a quella presunta del Cavaliere.
Mi permetto di litigare con te, come farei con i miei "camerati" di una volta:

LE REGOLE VANNO RISPETTATE!

Senza regole RISPETTATE non cè nessun tipo di democrazia.

Non ci vuole un genio per capirlo: ci vuole solo onestà.

Se qualcuno ha toppato... sono cazzi suoi.
I cittadini non troveranno le liste? Che se la prendano con quel branco di buffoni incapaci che sono i loro rappresentanti.

Qui, invece, per rimediare alla cazzata fatta da questi, TUTTI I CITTADINI ITALIANI HANNO VISTO LESO IL RISPETTO DELLE REGOLE.

Non ci sono cazzi che tengano.
Se a te Travaglio non piace, non c'entra nulla con quello che ha scritto.
Gli scritti si giudicano per quello che esprimono, non PER CHI li scrive.

E chi rispetta, o dice di farlo, le REGOLE non può NON SENTIRSI DEFRAUDATO dal comportamento di Napolitano.

Per me, pesrsonalissimo parere, Napolitano HA TRADITO il suo mandato di GARANTE DEL RISPETTO DELLE REGOLE.

Non mi interessano le sue giuystificazioni, perchè queste sono: solo giustificazioni.
Giustificazioni che deve portare proprio perchè HA VIOLATO un suo obbligo.

Non ci sono balle che tengono.
Punto e basta.
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Offline alexbr

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #17 on: 09/03/10 (12:07) »
Ieri sera, è stato sottolineato un punto importante. Le critiche a Napolitano non si sono appuntate sul fatto che avesse firmato (in base a criteri di costituzionalità, sui quali si può anche sbagliare), ma sulle motivazioni: in particolare, sul fatto che gli elettori non avrebbero potuto votare uno dei più importanti partiti.... ecc.

Il punto è che dal punto di vista delle regole che il partito fosse "uno dei più importanti" o fosse una listuncola che a stento avrebbe raccolto tanti voti quante firme per presentarla secondo le regole, non dovrebbe avere la minima importanza; e imnvece, per ammissione dello stesso PdR, l'ha avuta. Questa è una delle cose più gravi, un cedimento alla "legge del più forte".

Ha forse il PdR elementi, a noi ignoti, per temere concretamente che senza quella firma sarebbero scoppiati gravissimi disordini di piazza, o addirittura  un'insurrezione armata? Poco probabile.... ma allora le azioni da intraprendere sarebbero state ben altre.

Ascolto con interesse qualsiasi opinione, ma vi prego: risparmiatemi quelle delle persone di buon senso (Alex)

Barbanera

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #18 on: 09/03/10 (12:21) »
Caro Lupo, queste sono SOLO le tue rispettabili ma, altrettanto opinabili, opinioni personali.
Non mi pare di avere mai detto che sussistono problemi in merito al diritto di voto pertanto non vedo il motivo di tanto livore.
Io non sono assolutamente d'accordo con il fatto che Napolitano abbia volutamente approvato un D.L. (vergognoso ma, inappuntabile dal punto di vista dell'interpretazione della carta Costituzionale che il Presisdente ne ha dato) perchè soggetto a pressioni o colluso con qualche forma di potere occulto. Tutto li.
Sei incazzato ? Ti capisco; sei deluso da tutto 'sto casino ? Pure io ma, non ce la si può prendere anche con Napolitano equiparandolo a tutta la combriccola dei furbetti. Questa, a mio giudizio, è una falsa valutazione del problema e Napolitano ne fa chiaramente menzione nell'ultimo punto della sua lettera:

Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.[/color]


Inoltre, se avesse realmente e volutamente appoggiato Silvio come mai nessun altro dell'opposizione, a parte i soliti noti  ::) Ha espresso dubbi o perplessità in merito ? Cos'è tutto d'un tratto sono pappa & ciccia con il PdL ?  ???

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Offline freejoint

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #19 on: 09/03/10 (12:36) »
Il punto è che dal punto di vista delle regole che il partito fosse "uno dei più importanti" o fosse una listuncola che a stento avrebbe raccolto tanti voti quante firme per presentarla secondo le regole, non dovrebbe avere la minima importanza; e imnvece, per ammissione dello stesso PdR, l'ha avuta. Questa è una delle cose più gravi, un cedimento alla "legge del più forte".

io ho sentito affermare che questo dl avrebbe rimesso in corsa solo certe liste e non tutte. e' vero questo? qualcuno ha notizie in merito? e' questo che ha firmato napolitano quindi? la sola riammissione di formigoni/polverini/pdl? a parte il fatto che le liste dei due erano gia' state sistemate se non ricordo male.
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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #20 on: 09/03/10 (12:45) »
Si, l'ho letto ed ha suscitato in me infinito ribrezzo e sdegno.


Siccome ritengo che tu possa avere ragione, mi puoi aiutare a capire il tuo punto di vista?
Per esempio, qui sotto c'è un passaggio di T. nel quale commenta la lettera del PdR. Cosa c'è di sbagliato secondo te.
Quote
L’ultima cosa, è pazzesco, ma è il messaggio che il Presidente della Repubblica ha scritto sul suo sito, sul sito del Quirinale per spiegare quello che è successo “…
Quote
il problema da risolvere era da qualche giorno quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici

- e perché le altre volte non c’era la piena partecipazione perché qualcuno veniva escluso? Anzi in queste stesse elezioni qualcuno viene escluso, ma dato che sono partiti piccoli, lui se ne infischia -
Quote
non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana, il candidato Presidente e la lista del maggior partito politico di governo per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente”

, qui il problema è che la Regione era grande, Lazio o Lombardia e che il candidato della lista erano del maggior partito politico di governo? E se fossero stati una Regione di media grandezza e un partito di media dimensione e se fossero stati una regione piccola e un partito piccolo, hanno meno diritto quelli piccoli rispetto a quelli grandi? C’è un limite oltre il quale si può tranquillamente violare la legge, vantando di avere i muscoli più forti e di gridare più forte? Perché questo è quello che ci viene raccontato, guardate che questa spiegazione, mi dicono in Veneto “Xè peso el tacon del bùso” peggio la toppa del buco, perché qui ci stanno facendo capire che il problema era che il partito è grosso e fa paura!
E chi lo stabilisce se il partito è grosso? Le elezioni e le elezioni non ci sono ancora state e in base a cosa il Capo dello Stato decide che questo è un partito grosso e se dovesse crollare all’improvviso per un motivo misterioso che noi non sappiamo? Si basa sui sondaggi per decidere i decreti? Per decidere quale partito è grosso e quale è piccolo? Vi rendete conto di quello che è riuscito a scrivere questo signore? Spero che sia mal consigliato, mi domando chi ha intorno, perché se ha qualcuno intorno che gli scrive queste cose, dovrebbe fargli una perizia psichiatrica a questi suoi consiglieri, di sceglierseli qualcuno migliore, perché guardate che questa fase sul partito grosso e sulla regione grossa è abominevole dal punto di vista del principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge,
Quote
erano in gioco due interessi e beni entrambi meritevoli di tutela e rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere con il voto tra programmi e schieramenti alternativi.


Da una parte c’è la legge e dall’altra ci sono i cittadini, è sempre stato così, non esiste il voto se non c’è la legge, è la legge che norma il voto, noi siamo una Repubblica e non una Monarchia perché è stata emessa una sentenza della Corte Costituzionale, mentre alcuni gridavano ai brogli, negli Stati Uniti ha vinto Bush anche se probabilmente ai numeri aveva vinto Al Gore perché a un certo punto la Corte Suprema ha detto: bastano i conteggi, le cose sono così punto e fine, era un’ingiustizia, è una convenzione, a un certo punto interviene la legge e dice come sono andate le cose.
Se non accettiamo questa convenzione, si sfascia tutto, non c’è più lo Stato e lui mette sullo stesso piano il diritto di votare per un partito fuori legge e la legge e dice che non si può negare che si tratti di beni egualmente preziosi, da un lato la legge e dall’altro chi l’ha violata,
Quote
si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori partiti dell’opposizione che avevano dichiarato di non voler vincere per abbandono dell’avversario o a tavolino

e chi se ne frega di quello che dicono i politici? Quelle sono dichiarazioni politiche, la legge è legge!
Non si può cambiare la legge soltanto perché uno ha fatto una dichiarazione, e si era anche da più parti parlato della legge di una soluzione politica, senza peraltro chiarire in quale senso ciò andasse inteso, una soluzione che forse è frutto di un accordo tra maggioranza e opposizione? Se una porcata è una porcata, può diventare meno porcata soltanto perché la concordano tutti? A parte che qui non hanno concordato niente, come avete visto, visto che perfino il PD una volta tanto fa la voce grossa, anche se solo contro Berlusconi.
Quote
Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andando al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali, in realtà sappiamo quanti risultino difficili accordi tra governo e maggioranza e opposizione anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale, affari per le tendenze all’autosufficienza e scelte unilaterali da una parte e per diffidenze fondo e indisponibilità dall’altra

, ma cosa scrive questo signore? Ma in ogni caso la soluzione politica, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, aridagli con la piena partecipazione dei principali contendenti, come se i contendenti alle elezioni potessero essere divisi tra quelli principali che hanno diritto di violare la legge e quelli secondari che invece devono rispettare le leggi, ma qui siamo di fronte a una versione… si capisce perché viene da un ex dirigente comunista questa concezione dello Stato, cioè che c’è il primato del partito o del partito grosso rispetto alle regole, ma qui c’è una concezione che non ha niente a che fare con la democrazia liberare e con lo stato di diritto, si capisce benissimo che venga da un comunista evidentemente irredimibile e i tempi si erano a tal punto ristretti, dopo i già intervenuti pronunciamenti delle corti, che quel provvedimento non poteva che essere un Decreto Legge, il tempo stringeva, stavano per decidere i giudici amministrativi dopo che erano intervenuti gli uffici elettorali, bisognava fare in fretta per impedire ai giudici di ribadire quello che avevano stabilito gli uffici elettorali, ma vi rendete conto di quello che sta dicendo questo signore?
Fonte
Nota: ho corretto alcuni virgolettati sostituendoli con dei quote (è una trascrizione di discorso, non un articolo), spero di averlo fatto in modo corretto


Qui c'è la lettera del PdR:
Quote
Egregio signor Magni, gentile signora Varenna,
ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto.
Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano. Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico.
Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell'opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere - neppure in Lombardia - "per abbandono dell'avversario" o "a tavolino". E si era anche da più parti parlato della necessità di una "soluzione politica": senza peraltro chiarire in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè "frutto di un accordo", concordata tra maggioranza e opposizioni?
Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andandosi al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali pronunciatisi in materia. In realtà, sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale: difficili per tendenze all'autosufficienza e scelte unilaterali da una parte, e per diffidenze di fondo e indisponibilità dall'altra parte.
Ma in ogni caso - questo è il punto che mi preme sottolineare - la "soluzione politica", ovvero l'intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti. E i tempi si erano a tal punto ristretti - dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano - che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge.
Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell'interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione - comunque inevitabilmente legislativa - potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura.
La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l'acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali. E' bene che tutti se ne rendano conto. Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo, e di rigoroso esercizio delle prerogative, che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica, nei limiti segnati dalla stessa Carta e in spirito di leale cooperazione istituzionale. Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.
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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #21 on: 09/03/10 (13:42) »
Caro Lupo, queste sono SOLO le tue rispettabili ma, altrettanto opinabili, opinioni personali.


Eh no, caro Barba, non sono le mie personali opinioni: si sta parlando di rispetto delle regole.
Non è questione di opinioni, è proprio qui il problema!

Le regole sono regole, e non sono opinabili.
Al limite, è opinabile l'applicazione di queste.
Non so se hai presente i "regolamenti" che altri forum amano darsi: non si accettano discussioni, le regole vanno accettate ed una volta accettate vanno rispettate.
Giusto?
Mi è stato detto: "le regole sono queste, se vuoi stare qui DEVI accettarle".
Non mi è stato mai consentito "cambiarle" in corso d'opera, anzi... ho avuto anche problemi a metterne in discussione l'applicazione.
E guarda caso proprio da gente che adesso si trova a "piagnucolare" perchè per colpa di qualche idiota si trovano senza liste.

Sei incazzato ? Ti capisco; sei deluso da tutto 'sto casino ? Pure io ma, non ce la si può prendere anche con Napolitano equiparandolo a tutta la combriccola dei furbetti.


Non posso ??? E chi CHI dovrei prendermela se le regole non vengono fatte rispettare?
E' o non è il Presidente della Repubblica il "garante" dei cittadini?
Tocca a lui o no vigilare affinchè le regole vengano rispettate?
E che questo valga per tutti?
E non dovrei prendermela con lui?

Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.[/color]


La mia richiesta di garanzia allora sarebbe una "pretesa impropria"?
Allora c'è qualcosa che non mi torna: quali sono i doveri del Capo dello Stato secondo la Costituzione?
Chi è che sta "cazzando", io o ...?

Inoltre, se avesse realmente e volutamente appoggiato Silvio come mai nessun altro dell'opposizione, a parte i soliti noti  ::) Ha espresso dubbi o perplessità in merito ? Cos'è tutto d'un tratto sono pappa & ciccia con il PdL ?  ???


Ebbè, direi che è stato ben chiaro Napolitano stesso nella sua risposta, la stessa dalla quale hai estratto i pezzi per la tua opinione.
E' esattamente così: si erano messi d'accordo.
Peccato tu non l'abbia colta, ma lo avevo anche già sottolineato QUI:
ri-cito la risposta di Napolitano
Quote
Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico.
Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell'opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere - neppure in Lombardia - "per abbandono dell'avversario" o "a tavolino". E si era anche da più parti parlato della necessità di una "soluzione politica": senza peraltro chiarire in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè "frutto di un accordo", concordata tra maggioranza e opposizioni?
....
Ma in ogni caso - questo è il punto che mi preme sottolineare - la "soluzione politica", ovvero l'intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti. E i tempi si erano a tal punto ristretti - dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano - che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge.


Tana per il PD.

E poi... di cosa ti stupisci, siamo in Italia, lo hai forse dimenticato?
A noi, i paesi sudamericani "ce ne fanno una semplice...".

Non ci siamo, non ci siamo.
Qui bisogna mettersi d'accordo una volta per tutte:

LE REGOLE SI RISPETTANO, SI o NO ?

Ricordo solo una cosa: la democrazia si basa sulle regole e sul rispetto di queste.
VA da sè che il non rispetto delle regole, evidenzia la mancanza di democrazia.
E se queste regole vengono cambiate addiritture dalle Istituzioni, secondo il comodo di una sola delle due... come lo si chiama in Iran?
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Offline ilKarma

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #22 on: 09/03/10 (16:12) »
con la sola eccezione di alex vi trovo insolitamente distruttivi.
Possibile che non sappiate fare altro che lamentarvi perchè le prendete?
Anche secondo me Napolitano ha sbagliato, ma non sarebbe meglio pensare a come rimediare agli sbagli?
Per fortuna viviamo in un sistema complesso e le semplificazioni idiote di Berlusconi non funzionano, ilsuo decreto sembra non funzionare e anzi aumenta il caos della vicenda.
Evitiamo di spaccare il fronte degli indignati.

Offline freejoint

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #23 on: 09/03/10 (16:22) »
beh.. questo e' il thread su napolitano... mica possiamo metterci qui a raccontarci che e' la verginella di turno e poverino perche' ha applicato la legge (del piu' forte). ci ha abituato lui a fare il gioco di berlusconi "perche' se non firmavo me lo rimandavano indietro". stavolta per non rischiare la porcata l'ha fatta insieme al suo amichetto di merende. ha le sue belle responsabilita' e se le deve assumere.

rimediare agli sbagli di altri che agiscono per opportunita' politica, quando non abbiamo nemmeno il piu' diritto di scegliere chi mandare in parlamento e' dura da sopportare eh. per non parlare della difficolta' di riuscire a sostenere la tesi che "non sono tutti uguali"...
« Last Edit: 10/03/10 (00:32) by freejoint »
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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #24 on: 09/03/10 (18:32) »
Karma, se siamo qui, lo dobbiamo proprio alla politica, non dimentichiamolo.
Ad una politica che piano piano ma inesorabilmente, complice la nostra "generosità" ed al fatto di esserci sempre fatti raggirare con la storia del "turarsi il naso", ha tolto ai cittadini qualsiasi possibilità che non sia "affidarsi" nelle sue mani.
Ripeto: i risultati li stiamo vedendo.

Ora, vogliamo cambiare qualcosa? Vogliamo fare davvero qualcosa?
Bene.. cogliamo l'occasione per cominciare dalle basi: onestà (perlomeno intellettuale) e condivisione delle regole.

Ed onestà vorrebbe che si accertasse la verità, come si diceva sopra.
Fino a che non accerteremo cosa sia successo e come sia potuto succedere, non ci saranno i presupposti per cambiare qualcosa, ma soltanto per "perseverare".

Non sono disfattista, non sono io che ho "distrutto" l'ordine delle cose.
Io lo sto solo constatando, e vorrei a questo punto, farlo fino in fondo.

Vogliamo ancora nasconderci dietro un dito per interessi di bandiera?
Allora non abbiamo capito nulla, allora ci meritiamo il peggio.

Qui c'è stato un errore umano che andava sistemato.
Ma poichè chi lo ha commesso non ha voluto assumersene la responsabilità, ha preteso che la cosa fosse sistemata cambiando le regole del gioco. Quasto è stato reso possibile dall'intervento di quello che doveva essere arbitro, facendo affidamento sul "mancato dissenso" da parte dell'altro giocatore.

Ma nessuno vuole dircelo, e noi siamo qui ... come idioti a cercare di capire, tirati per la giacca da tutti e due quelli che in realtà hanno fatto il giochino.

Allora, io non sono disfattista: ho solo smesso di farmi pigliare per il culo.
Adesso basta. Devono imparare a prendersi le loro responsabilità, tutti quanti.
TUTTI.
Questa farsa, perchè di farsa trattasi, è durata anche troppo.

Non so nulla di politica, ma una cosa la so: le regole non si cambiano, SE NON CON IL CONSENSO DELL'ALTRO.

Allora, lo ripeto ancora una volta, delle due l'una:
- o c'è stato un "golpe" con la partecipazione di Napolitano (cosa che non credo)
- o c'è stata "non opposizione" da parte dell'altro avversario che aveva anche mezzo ammiccato. (cosa che invece credo e che avevo anticipato..)

Quindi, qui adesso abbiamo due "soggetti" che stanno facendo le "verginelle" mentre sono esattamente l'opposto.

A me non interessa "vincere e basta", non mi interessa passare dalla dominazione Spagnola a quella Francese.
Se devo scegliere, voglio scegliere qualcuno che faccia la caso mio.
Non mi interessa se ci sono solo loro: non voto nessuno dei due.
Non voto fino a che non vedrò presentarsi qualcun'altro.
Non voterò fino a che LE REGOLE non verrano ristabilite e potrò essere "tranquillo" sul rispetto di queste.

Utopia? Nessun problema, solo un elettore di meno. Reale.
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Barbanera

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #25 on: 09/03/10 (21:23) »
Siccome ritengo che tu possa avere ragione, mi puoi aiutare a capire il tuo punto di vista?

Ciao Yog, questa sera vado di fretta, mi riservo di risponderti con più calma in un altro momento, parola di scout  8)

Barbanera

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #26 on: 10/03/10 (00:25) »
Ogni promessa è debito, per cui.... eccomi qui  8)

Siccome ritengo che tu possa avere ragione, mi puoi aiutare a capire il tuo punto di vista?
Per esempio, qui sotto c'è un passaggio di T. nel quale commenta la lettera del PdR. Cosa c'è di sbagliato secondo te.

Tutto ?  ;D
Ma andiamo con ordine, tenterò di ribattere frase per frase ai tuoi quote :

Quote
L’ultima cosa, è pazzesco, ma è il messaggio che il Presidente della Repubblica ha scritto sul suo sito, sul sito del Quirinale per spiegare quello che è successo “…
Quote
il problema da risolvere era da qualche giorno quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici

 - e perché le altre volte non c’era la piena partecipazione perché qualcuno veniva escluso? Anzi in queste stesse elezioni qualcuno viene escluso, ma dato che sono partiti piccoli, lui se ne infischia -

Non sono d'accordo, qui non centra se un partito è piccolo o grande; infatti, è solo che doveroso garantire agli elettori la massima pluralità di partiti in modo da consentire loro di esprimere in maniera libera e democratica il loro voto. L'accusa di infischiarsene è gratuita e priva di fondamenti.


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qui il problema è che la Regione era grande, Lazio o Lombardia e che il candidato della lista erano del maggior partito politico di governo? E se fossero stati una Regione di media grandezza e un partito di media dimensione e se fossero stati una regione piccola e un partito piccolo, hanno meno diritto quelli piccoli rispetto a quelli grandi? C’è un limite oltre il quale si può tranquillamente violare la legge, vantando di avere i muscoli più forti e di gridare più forte? Perché questo è quello che ci viene raccontato, guardate che questa spiegazione, mi dicono in Veneto “Xè peso el tacon del bùso” peggio la toppa del buco, perché qui ci stanno facendo capire che il problema era che il partito è grosso e fa paura!

Non è vero, questo è quello che Travaglio vuole leggere nelle dichiarazioni del PdR ! Io ci vedo solo l'impiego del buon senso. Se il PdR è super partes deve garantire a TUTTI la possibilità di esprimere liberamente il proprio voto, indipendentemente se questo o quello vanno a genio al signor T. Critica tanto chi, a suo dire, ha deciso in maniera dittatoria cosa è giusto e cosa no, e poi si trasforma lui stesso in giudice e giuria stabilendo ciò che è lecito e ciò che non lo è ?  >:D

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E chi lo stabilisce se il partito è grosso? Le elezioni e le elezioni non ci sono ancora state e in base a cosa il Capo dello Stato decide che questo è un partito grosso e se dovesse crollare all’improvviso per un motivo misterioso che noi non sappiamo? Si basa sui sondaggi per decidere i decreti? Per decidere quale partito è grosso e quale è piccolo? Vi rendete conto di quello che è riuscito a scrivere questo signore?

 
Ma chi vuole prendere in giro ? Il popolino che si fa abbindolare dalle sue irriverenti filippiche ?... :vomito  Il PdL è il maggior partito da qualche anno a questa parte perchè la maggior parte degli italiani così ha deciso. Pertanto, non lo ha deciso (ne lo deve fare) il PdR ma, solo la libera e democratica espressione del voto di questi ultimi anni.


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si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori partiti dell’opposizione che avevano dichiarato di non voler vincere per abbandono dell’avversario o a tavolino

 e chi se ne frega di quello che dicono i politici? Quelle sono dichiarazioni politiche, la legge è legge!

Cazzata colossale ! i politici che il signor Travaglio tanto denigra sono coloro che costituiscono il Parlamento e quindi i diretti partecipanti, ognuno nei suoi ruoli, al controllo ed al governo del nostro Paese e, come tali hanno tutto il diritto di commentare e, se il caso, cercare di sanare eventuali magagne.


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Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andando al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali, in realtà sappiamo quanti risultino difficili accordi tra governo e maggioranza e opposizione anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale, affari per le tendenze all’autosufficienza e scelte unilaterali da una parte e per diffidenze fondo e indisponibilità dall’altra

, ma cosa scrive questo signore? Ma in ogni caso la soluzione politica, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, aridagli con la piena partecipazione dei principali contendenti, come se i contendenti alle elezioni potessero essere divisi tra quelli principali che hanno diritto di violare la legge e quelli secondari che invece devono rispettare le leggi, ma qui siamo di fronte a una versione… si capisce perché viene da un ex dirigente comunista questa concezione dello Stato, cioè che c’è il primato del partito o del partito grosso rispetto alle regole, ma qui c’è una concezione che non ha niente a che fare con la democrazia liberare e con lo stato di diritto, si capisce benissimo che venga da un comunista evidentemente irredimibile e i tempi si erano a tal punto ristretti, dopo i già intervenuti pronunciamenti delle corti, che quel provvedimento non poteva che essere un Decreto Legge, il tempo stringeva, stavano per decidere i giudici amministrativi dopo che erano intervenuti gli uffici elettorali, bisognava fare in fretta per impedire ai giudici di ribadire quello che avevano stabilito gli uffici elettorali, ma vi rendete conto di quello che sta dicendo questo signore?

Io mi rendo perfettamente conto di cosa scrive questo signore  :vomito  Il quale non avendo di meglio da ribattere se non le sue assurde farneticazioni conclude con il rinfacciare al PdR i suoi trascorsi nell'allora P.C.I, dando, senza ombra di dubbio, alla parola comunista un'evidente connotazione dispregiativa  >:D la quale mi spiazza non poco visto che non pensavo rientrasse nel novero degli insulti  >:D


In ogni caso ribadisco la mia contrarietà al D.L. varato dal governo e confermo il mio sostegno al PdR perchè si è solo comportanto nella maniera più logica e giuridicamente corretta prevista dalla Leggi dello Stato Italiano. Quest'ultimo è stato costretto a firmare tale D.L. perchè NON POTEVA ESIMERSI DAL FARLO ! Chi lo vuole capire, lo capisce; chi preferisce atteggiamenti donchisciotteschi continui pure e buon pro gli faccia.

Buonanotte

Offline alexbr

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #27 on: 10/03/10 (07:44) »
Commento solo: quelle di Travaglio a me non paiono assurde farneticazioni, ma non dico, per questo, che le tue sono assurde farneticazioni. Semplicemente, Travaglio ha una sua opinione su un atto del PdR , tu hai un'opinione su Travaglio... finita lì.

Con Travaglio e con Grillo mi basta essere d'accordo nel 90% dei casi.... del restante 10% non mi  curo gran che. Quindi, prendo atto della tua opinione, e resto fermo nella mia stima.

Ascolto con interesse qualsiasi opinione, ma vi prego: risparmiatemi quelle delle persone di buon senso (Alex)

Offline freejoint

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #28 on: 10/03/10 (08:51) »
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Con Travaglio e con Grillo mi basta essere d'accordo nel 90% dei casi.... del restante 10% non mi  curo gran che


ti quoto.

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Offline Mr.Wolf

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Re: Signor Presidente, le scrivo..
« Reply #29 on: 10/03/10 (08:53) »
NON POTEVA ESIMERSI DAL FARLO ! Chi lo vuole capire, lo capisce; chi preferisce atteggiamenti donchisciotteschi continui pure e buon pro gli faccia.

Buonanotte

Questo non è vero: chi lo sostiene lo fa per ingnoranza della Costituzione o per interesse di parte.

Non è assolutamente vero. Anzi. è proprio falso.

E fino a che ci sarà questa falsità spacciata per "necessità", non ci saranno mai le condizioni per mettere a posto le cose in Italia.
E' la dimostrazione (scontata) di quello che sostengo: non ci sono le condizioni di base.
Non c'è onestà nè rispetto delle regole: solo interessi di parte.
Pertanto... io continuerò a starne fuori. Non amo giocare ai giochi "truccati".

Ti faccio solo  notare una cosa: se fosse come dici tu, se fosse vero (ma non è..) che non poteva esimersi, come dici tu, non saremmo cerrto qui a discuterne.
Il fatto stesso che se ne discuta (non solo noi) sta a dimostrare che evidenmtemente poteva farlo.
La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione. (Lucio Anneo Seneca)