Caro direttore,
il Parlamento si accinge a licenziare un provvedimento liberticida; una legge che limita fortemente la Magistratura e le forze dell'ordine nell'uso delle intercettazioni telefoniche, nonchè la stampa nella divulgazione di fatti criminosi che turbano l'opinione pubblica
Certo, diciamolo, forse si è esagerato. Sono stati portati alla berlina personaggi che non avevano nulla a che fare col crimine, rei soltanto di essere stati contattati da persone indiziate di gravi reati.
Però, e questo mi pare il punto, l' uso eccessivo e un pò disinvolto delle intercettazioni e di qualche indebita pubblicazione non può essere ragione per mettere il bavaglio alla stampa e i bastoni tra le ruote ai magistrati.
Lo Stato deve offrire ai suoi cittadini ogni tutela; deve garantire, in base ai dettami della Costituzione, il diritto alla libertà personale, alla tutela della privacy e alla dignità della persona.
Ma esiste, contestualmente, un altro diritto: quello della società ad essere edotta di ciò che avviene nella vita pubblica.
Non può venire meno la vigilanza collettiva e l'eserczio del controllo pubblico su chi legifera e governa.
Non mi pare che il diritto privato e quello pubblico siano in competizione e contrasto tra loro: si può tutelare benissimo gli interessi del singolo tutelando quelli della collettività.
Il punto di coaugulo e di reciproche garanzie lo si può trovare nella nostra Carta fondamentale, dove, accanto alle libertà individuali, sono previste le libertà di associazione, di opinione, di organizzazione del pensiero politico.
La legge deve tutelare gli onesti. Non può essere aggirata; non vi possono essere furberie per costruire "black box" entro le quali oligarchie senza scrupoli organizzano il malaffare e si spartiscono illecitamente i denari frodati alla collettività.
Da troppo tempo assistiamo a leggi "ad personam" ad asservimenti dei pubblici poteri ad interessi di una ristretta oligarchia o, peggio, di un monarca.
Signor direttore, sono indignato. Ma ciò che maggiormente prevale in me è il senso di impotenza, d'innanzi ad una casta che mutua se stessa, che vuole reiterare comportamenti socialmente riprovevoli e sfuggire ai rigori della legge.
Allora lo sdegno si fa rabbia il senso di frustrazione ed impotenza lascia il posto alla legittima ripulsa.
I buoni cittadini, quelli che lavorano, pagano le tasse, hanno un comportamento civico irreprensibile, non possono che sentirsi beffati da ciò che sta avvenendo.
Essi farebbero bene a porsi una domanda: un buon cittadino deve sempre essere ubbediente verso le leggi del suo paese? La risposta è sicuramente "si", se le leggi sono giuste e fanno l'interesse dell'intera comunità nazionale.
Però la risposta è "no" se le leggi non hanno questo requisito.
Quando in uno Stato prevalgono interessi oligarchici, quando viene meno il senso del bene comune allora tutto torna secondo natura e il patto stesso che regola il rapporto tra Stato e i suoi cittadini si infrange.
E' tempo di reagire, signor direttore; è tempo di dire "basta!".
Oggi un quotidiano scriveva, a riguardo della legge liberticida all' esame del Senato: "arrestateci tutti"
Si, caro direttore, questa è la linea giusta: la disubbedienza civile con l'implicita accettazione della punizione.
La invito sin d'ora a lanciare una pubblica sottoscrizione per coprire i costi della salatissima multa in cui il giornale che Ella dirige dovesse incorrere, per avere pubblicato informazioni cassate dalla mordacchia voluta da questa destra liberticida.
Sono certo che in decine di migliaia saremmo piu' che lieti di mettere mano al portafoglio , per difendere le conquiste di civiltà.
Se la legge verrà approvata, e spero vivamente di no, almeno con questa tessitura, non sarebbe male nemmeno pensare di aprire un'agenzia fuori dai confini nazionali che, attraverso la rete, impedisca che su questo paese cali la coltre del silenzio.
Il potere ha sempre temuto le voci libere. Quando Giordano Bruno è stato portato al rogo, dopo averlo orrendamente torturato e mutilato, gli è stata imposta la mordacchia, per timore che potesse arringare la folla coi suoi eloqui.
Ma non ha fatto solo questo: ha costretto uno dei piu' grandi scienziati dell'epoca moderna, Galileo Galilei, ad una umiliante abiura, per sottrarsi al carcere.
Oggi l'oscurantismo si presenta in forme moderne: tramite apparenti leggi garantiste della persona. In realtà queste sono leggi che mirano a rendere il paese ancora piu' frammentato, a rendere la "casta" ancora piu' casta e i rei ancora piu' impuniti.
Senza le intercettazioni non avremmo saputo nulla dei gravi scandali che hanno turbato la Repubblica in questi decenni.
Non permettiamo il funerale della democrazia. Fermiamoli, fermiamoli subito; con ogni mezzo e con assoluta convinzione.