*AuthorTopic: Pantani diffusi, ruote grippate  (Read 157 times)

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angrema(3) alex(3)

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Offline angrema

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Pantani diffusi, ruote grippate
« on: 25/02/10 (10:39) »
                             
 Antefatto
Gli incendi italiani (due anni fa, estate) erano troppo numerosi. Uno psicologo del sociale, intervistato, ha avanzato un’ipotesi. Gli incendi dolosi sarebbero appiccati da gente frustrata, che fa esplodere la propria violenza.
Mi chiedo: ma allora nel Paese delle frustrazioni (talora rabbia) in aumento (per istituzioni ingessate, diritti dei cittadini non applicati, servizi di dubbia efficacia, etc) avremmo una elevata probabilità di incendi ?
Probabilmente si ! Quando vengo in Italia vedo troppi pantani e tante facce grige.... ! Troppi scontenti, il potere d’acquisto in ribasso...., l’occupazione non migliora.. ! Credo ci sia anche tanta gente frustrata......

Una buona spiegazione: negli ultimi lustri i politici hanno cambiato il Paese. Hanno reso la non professionalità un’ abitudine nelle istituzioni, l’inghippo una routine, la corruzione diffusa un’ amenità.

E il Paese è divenuto.. un macello ! !  Oltre a dover affrontare l’estate anche  il pericolo di incendi..... Lo capirano gli Italiani il perché di quanto presentato qui sotto ? Delle frustrazioni cioé ?
Secondo tale logica gli uomini delle istituzioni sarebbero anche responsabili di qualche incendio. Non basta. Perché l’aumento rapido delle morti bianche ? Mi chiedo se, davanti all’aumento delle difficoltà e dei grippaggi in una società che rischia il bloccaggio di qualche istituzione, non aumentino distrazioni, angosce e quindi incidenti......!                             

                                     
                                   PANTANI DIFFUSI, RUOTE GRIPPATE
 
Nei Paesi della U.E, sviluppi e evoluzioni  per migliorare la qualità della vita, per aumentare la produzione di beni e servizi, per aumentare il commercio. I risultati, spesso soddisfacenti, per merito di gestioni adeguate. Fatte da personale adeguato, ben gestito, che ruota attorno ad  un fulcro. Un fulcro fatto di una lega tradizionale e moderna allo stesso tempo. Componenti della lega: la serietà, il merito,  l’accuratezza e precisione, l’organizzazione, la coerenza, la cura del dettaglio.
 
Oltre i risultati delle attività, in tali Paesi la vita civile è come dovrebbe essere: senza sorprese, con soddisfazione del cittadino. Il quale ha ciò che le leggi e la costituzione gli promettono. Nei tempi giusti, della qualità giusta, senza molte sorprese. E vero anche che sorprese e insoddisfazioni possono apparire: ogni regola ha infatti le sue eccezioni.
 
Una società cosi, geograficamente, si trova in molti Paesi della U.E.. Peyrefitte, storico delle economie, la definisce “la Società della fiducia”. Sono società senza furbi. O, se qualcuno fa il furbo, lo fa nell’ambito di regole e patti sociali ben definiti e chiari. Risultati: in campo pubblico i risultati ottenuti corrispondono agli obiettivi dichiarati inizialmente. Le intenzioni  dichiarate nei rapporti sociali corrispondono realmente a quelle che si hanno in testa: non ci sono doppie verità.
 
Nei Paesi ove esiste la “società della fiducia” gli imprenditori, l’economia, hanno il sostegno della prevedibilità delle azioni di ogni interlocutore. Il sospetto è merce rara. Lo sviluppo delì’economia è possibile.
 
C’è pero’, nella U.E. un Paese “X “, ove le ruote della società girano in altro modo, con rallentamenti, grippaggi   Un Paese speciale dove la vità sociale é infarcita di: difficoltà impreviste, sorprese, intoppi, inciampi, rotture, interventi di referenti o padrini. Talvolta ricatti o somme da pagare in nero, per avere quello che secondo le leggi ci spetta di diritto.  Può succedere questo: la classe dirigente è scelta per comparaggio e in base a trattative private. Il dirigente pubblico, normalmente intronato da un VIP della politica, puo’ essere molto attivo. Soprattutto nelle lotte di potere. Trascura talvolta la gestione affidatagli. O si occupa della gestione, ma senza impegno né motivazione. Non ha idee né strategie. Anche perché è occupato a guardarsi le spalle. Se gestisce male l’attività affidatagli, poco male (per lui, che è inamovibile). Dirigenti cosi sono maestri nel traffico delle “enveloppes”
(bustarelle):  solo se hanno da assegnare un contratto, o dare un’autorizzazione, quindi sono obbligati a sprecare energie e tempo.
 
Prima di prendere grosse decisioni tecniche, i politici di tale Paese fanno  rapide consultazioni, per giustificare le scelte da fare. Col proprio clan politico o col proprio referente. Ufficialmente sugli aspetti politici. Ma spesso le decisioni prese hanno giustificazioni non note, se non nascoste ad arte. Infatti gli aspetti politici, in quel Paese, non sono chiaramente definiti. Non si conosce l’interesse nazionale, nel Paese dei clans e delle cordate... La diffusione a tutto il Paese di gestori pubblici di tale tipo, conduce ad uno scenario in cui sono frequenti  rallentamenti e grippaggi, imprevisti e difficoltà.
 
L’assenza di motivazione dei funzionari che sono inamovibili peggiora la qualità del lavoro. Quanto alle manovre nell’agone politico invece, l’impegno e la competenza, in certe direzioni, sono adeguati. Chi non si batte infatti per le lotte di potere, rischia di perdere fette di potere.
 
I gangli e i meccanismi dei lavori e servizi pubblici risentono fortemente dell’assenza di motivazione, di programmazione, di ordini chiari e di strumenti riflettuti e ben organizzati. Gli insuccessi frequenti parlano chiaro. La capacità di chi si batte per conservare ed aumentare la propria fetta di potere va spesso in parallelo con una grande disposizione al calcolo delle percentuali (di ritorno). Capacità di calcolo mentale, nessun bisogno di prendere la penna.
 
Uno dei poteri  in uno scenario di posti ben protetti e ruoli inossidabili è quello dei sindacati. I quali talvolta proteggono il dipendente, per principio. Sempre in un quadro, cosiddetto, di diritti democratici dei lavoratori. In pratica, fregandosene della collettività...Fra i lavoratori da proteggere ci si puo’ infilare talora un lavativo o  irresponsabile, o anche gli immotivati. Nati senza motivazione o divenuti tali a seguito della protezione loro assicurata.
 
Un Paese cosi esiste all’interno della U.E.. Quale ? Il lettore sarà forse in grado di individuarlo. E bene però riflettere un istante alle sue prospettive. Che saranno sicuramente molto magre, per via della sua competitività evanescente. Quando i nodi del tessuto sociale divengono troppi, si avrà nello stesso tempo confusione e  rischio di bloccaggio del sistema.


Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr

Il sottoscritto é disponibile a presentare le ragioni ab ovo  per cui il Paese X é diverso dal resto della U.E.

Offline alexbr

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Re: Pantani diffusi, ruote grippate
« Reply #1 on: 25/02/10 (15:31) »
Mi dice l'amico siciliano, che talora nomino e che, emigrato in Germania, là ha fatto carriera fino a diventare professore ordinario di Chimica in una università tedesca, pur mantenendo radici e amicizie nella comunità italiana, che un giorno ebbe l'idea di creare una scuola per italiani, per contribuire alla loro integrazione, e presentò alle autorità il progetto. Il progetto piacque. Fra la proposta e l'apertura della scuola (reperimento dei locali, organizzazione, reperimento degli insegnanti ....) quanto passò, secondo te, Angrema?

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Offline angrema

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Re: Pantani diffusi, ruote grippate
« Reply #2 on: 25/02/10 (17:07) »
Ho lavorato con i Tedeschi. Ordinati, efficaci, hanno i loro problemi comunque.  Chi non li ha ?
Suppongo che, se esisteva un quadro legislativo in cui infilarsi, forse tre mesi.

Se non esisteva, un anno ?  Comunque l'aspetto che sembra frequente è : risposta quasi garantita !

angrema

Offline alexbr

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Re: Pantani diffusi, ruote grippate
« Reply #3 on: 25/02/10 (17:23) »
Tieni conto che riferisco unicamente quello che mi ha detto l'amico...che rintraccerò e inviterò qui, perchè lui è uno che ha fatto quello che tu forse proponi: è tornato in Italia, ha lottato  fino all'esaurimento delle forze per fare quello che tu dici, e poi se ne è tornato via, amareggiato e sconfitto.

Il tempo che lui mi ha riferito è: quindici giorni.

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Re: Pantani diffusi, ruote grippate
« Reply #4 on: 25/02/10 (17:26) »
Leggiucchiavo giorni fa un vecchio libro di storia del liceo... com'è diverso leggere "prima" e leggere "dopo".

Un capitolo parlava del fatto che nel Sud Italia non c'è stata l'esperienza dei Comuni. Mille anni fa.... e forse ancora se ne sente il peso. Mi domando: quanto tempo serve perchè un popolo assorba, digerisca, e applichi come cosa naturale un certo atteggiamento, una certa propensione naturale ad affrontare le cose? Decenni, o molti secoli? Qui ci starebbe bene il parere di Karma....

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Re: Pantani diffusi, ruote grippate
« Reply #5 on: 25/02/10 (19:05) »
Dipende ... ! 

Prendiamo il caso Italia.

Poiché esiste in Italia il Male Oscuro, la cappa che fa vedere la realtà deformata, ci vorranno secoli se gli Italiani non si svegliano.... Ma se si svegliano e riflettono davanti lo specchio, una catarsi puo' dare il suo effetto, se ben organizzata, in 4 anni o meno , chissà ?

Suggerisco, se volete il Parere di Barzini, di leggere "Scopriamo ma realtà", che forse sta nel forum, mi pare.


angrema