*AuthorTopic: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone  (Read 382 times)

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La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« on: 09/06/10 (18:40) »
Metto qui alcuni documenti sulla vicenda "Rotatoria S. Paolo" di Monfalcone.

Link a Google Maps: eccolo

Copio il testo delle mail che ho spedito finora (in forma di "lettera aperta" esplicita, spedite anche al giornale locale, della prima ho segni che sia stata pubblicata; so quanto gli dà fastidio, sentire proteste, ma ancora di più essere stuzzicati con benevole prese per i fondelli...).

Pubblicherò anche, se mai le ricevessi, le risposte; ma non ci spero (nè ci tengo).  8)

Prima mail:
Quote
LETTERA APERTA

Al Sindaco di Monfalcone

Caro sig. Sindaco,
vedo allestire la segnaletica che indica l'imminente avvio dei lavori della rotatoria "S. Paolo", come i suoi dipendenti l'hanno chiamata nella stessa segnaletica, e come risulta dalla foto che allego.  Temo di dover dare l'addio ad alcuni alberi, fra i quali il grandissimo pioppo immediatamente adiacente all'incrocio, con un diametro, alla base, di oltre un metro; ma anche alla siepe che aveva piantato anni fa il WWF cittadino, e anche alla piccola siepe che era stata piantata dai ragazzi del CIM dell'ospedale, sempre in collaborazione con l'associazione.

Quel pioppo, che io ho visto nascere, mi ha accompagnato per gran parte della mia attività professionale, e lo guardavo ogni giorno, proprio come ogni giorno, molti anni fa,  salutavo il tiglio secolare adiacente all'ingresso del vecchio Ospedale, abbattuto solo per non deviare di un metro la pista ciclabile che percorre la sponda del Canale Dottori.

Che dire? "Il traffico va fluidificato". A dire il vero gli ambientalisti avevano indicato, fin dal concepimento dell'idea di costruire il grande centro commerciale che Lei ben conosce  in una zona critica per il traffico (conficcato fra  due statali e una ferrovia),  la prospettiva certa che il traffico  cittadino ne avrebbe avuto un grave svantaggio; inutilmente. L'attuale rotatoria del S. Polo non fluidifica alcunchè, la coda, nei momenti di punta, raggiunge quasi l'attuale semaforo, e quindi fluidificare il traffico in corrispondenza del semaforo, verosimilmente, non causerà  altro  che un ulteriore peggioramento della circolazione nella rotonda esistente... a livello del semaforo esistente, ben raramente ho visto un serio ingorgo.... ma questi sono dettagli. L'importante è far "girare l'economia".

Sono veramente molto rattristato, e molto deluso.

Mi auguro che l'accuratezza dei lavori sarà superiore a quella con cui sono state preparate le segnalazioni. S. Polo potrebbe essere scontento di essere stato dimenticato. Di solito i Santi non sono vendicativi, ma non si sa mai.



Risposta: ad ora, nessuna.
« Last Edit: 09/06/10 (18:56) by alexbr »
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Re: Rotatorie
« Reply #1 on: 09/06/10 (18:43) »
Seconda mail:
Quote
LETTERA APERTA


Non ho ricevuto riscontro diretto della mail che Le ho spedito in data 5 giugno, ma non importa. I lavori sono iniziati, parecchi alberi e la siepe impiantata dal WWF cittadino sono stati abbattuti ed è in corso, oggi, lo sradicamento delle ceppaie.

Una nota curiosa: sul cartello dei lavori (che non è ancora stato montato: strano, mi risultava che dovesse essere sempre montato PRIMA dell'inizio lavori). Di nuovo campeggia, giusto in prima riga, lo storpiamento del nome del nostro Santo, diventato "S. Paolo". Mi domando: le altre informazioni riportate sul cartello hanno una attendibilità uguale, minore o maggiore? La loro attendibilità viene verificata da qualcuno, oppure si tratta di un componimento artistico per il quale  vige il principio della libertà di opinione e di espressione, peraltro un po' traballante in questo periodo?

Le invio un paio di fotografie fatte oggi; le farò pervenire l'indirizzo del blog in cui la storia verrà descritta un po' più per esteso (penso che la pubblicherò su http://www.notiziedallinferno.com).

Cordiali saluti.



Risposta esplicita alla mail: nessuna. Però, il S. Paolo, sul cartello lavori,  è stato corretto malamente mascherando la lettera a .... piccoli segni che i suggerimenti dei cittadini vengono attentamente ascoltati.  ;D

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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #2 on: 10/06/10 (11:36) »
 ;D ;D
Ma allora... sanno anchge leggere!
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #3 on: 10/06/10 (13:37) »
Un pochino leggere, un pochino scrivere, ma parecchio far di conto. :-)

Ora, cos'è una rotatoria, e cos'è l'abbattimento di una siepe e di pochi alberi? Poco (per me personalmente tanto, perchè è il mio microambiente a essere stato violato...), pochissimo, qualcosa che potrebbe essere trascurato.... se fosse un fatto occasionale, e non un "evento sentinella". Vediamo se trovo l'articolo che parla di viadotti e rotatorie nel nord Italia....

No, non lo trovo, ma ho trovato questo documento (fonte ACI) che dà qualche spiegazione. http://www.pordenone.aci.it/IMG/pdf/Il_boom_delle_rotatorie-2.pdf (a favore delle rotatorie).

Però al suo interno trovo questa frase piuttosto interessante:
"La tendenza europea è quella di ridurre il diametro della rotatoria a pochi metri, in quanto gli studi effettuati dimostrano che le rotatorie più piccole sono dotate di un eccellente sicurezza, di gran lunga superiore a quella delle rotatorie di maggior dimensione."

Ci lavorerò un po' su....
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #4 on: 10/06/10 (15:18) »
Beh, è abbastanza ovvio: in una rotatoria grande, chi la percorre raggiungerà una velocità maggiore per arrivare alla sua uscita.
Mi ricordo la prima volta che ho girato intorno all'Arc de Triomphe de l'Étoile a Parigi: da buon italiano, ho "tagliato" subito verso il punto più interno, vista la dimensione della rotatoria intorno (siamo sugli Champs-Élysées, al centro della piazza denominata Place de l'Étoile), come un pilota di F1 che cerca il putno di corda. Solo che una volta all'interno... ho dovuto fare più di due giri per riuscire a riportarmi verso l'esterno per uscirne, visto che tutt'intono a me... ruotavano altre auto... e ad una certa velocità!
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #5 on: 10/06/10 (15:28) »
Mah... ti capisco Alex. Vedere abbattuta una pianta 'cara' stizzisce alquanto.
Le rotonde però, in effetti, a me piacciono.

- niente semafori (qualche risparmio energetico c'è, in questo)
- traffico più scorrevole (ci sono varie teorie a confronto, ma a me sembra assodato che le rotonde siano meglio)
- Lo spazio libero al centro della rotonda...che almeno nel mio comune viene invariabilmente adibito a spazio verde, con una o due grosse piante o perfino alberelli e iori colorati ai margini della circonferenza. Niente a che vedere con un pioppo pluridecennale, ma comunque una vista piacevole tra l'asfalto.

Ora sostituire semafori con rotonde dal mio punto di vista è CORRETTO così come lo è, ad esempio, sostituire una lampadina al filamento di tungsteno con una di nuova concezione.

Quello che ti infastidisce è solo legato alla sorte delle piante a te care? O stai muovendo una critica più generale all'installazione di nuove rotonde? non mi è chiaro.

Perchè la speculazione sui cantieri è un problema a parte, trasversale, che non merita di essere tirato in ballo, credo.
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #6 on: 10/06/10 (15:52) »
Questo, e quello. Tutto è legato. La rotatoria serve se c'è un eccesso di traffico da smaltire, ma trasforma la strada, in modo profondo, rendendola molto più adatta ai soli veicoli (ricordiamolo... le strade sono le strutture adibite alla circolazione dei pedoni, degli animali e dei veicoli), e non a tutti: le bici, ad esempio, sono in difficoltà (tenendosi sulla destra, c'è sempre l'idiota che ti taglia la strada; mettendosi al centro, si rischia la pelle). Nella rotatoria "vige la legge del più forte". Il semaforo, invece, è "democratico".

Secondo motivo di antipatia: l'esagerazione. In tutte le norme che riguardano la sicurezza c'è un confine indistinto, oltre il quale inizia il "piatto ricco mi ci ficco", che mi dà tremendamente ai nervi; lo vedo come un vero e proprio sciacallaggio. La vicenda amianto è esemplare al proposito: dall'esagerazione dei rischi nasce un fantastico mercato.

Terzo motivo di antipatia:
Quote
Dai numeri alle inchieste sul ciclo illegale del cemento, il 29 ottobre arriva la decisione del giudice per le udienze preliminari della procura di Vicenza, Stefano Furlani, che rinvia a giudizio 54 indagati per presunte gare d’appalto pilotate: 19 accusati di avere promosso e partecipato a un’associazione per delinquere finalizzata alla spartizione degli appalti pubblici per strade e rotatorie; 35 per turbativa d’asta. Viene così confermato l’impianto accusatorio disegnato dal procuratore Salvarani, in base alle risultanze investigative raccolte dalla Guardia di finanza. Accuse imperniate sulla gestione “drogata” di decine di gare pubbliche nel settore viario tra il Vicentino e il Nord-est – tra il 2006 e 2007 –, mediante la formazione dei cosiddetti “cartelli” composti da numerose imprese per concordare i ribassi. L’inchiesta è nata da un’altra indagine denominata “Mala Condicio”, avviata nel marzo 2006 dalla Polizia tributaria di Vicenza e Venezia, cha ha tratto spunto dalla denuncia dell’imprenditore Isnardo Carta. Questi, infatti, aveva segnalato accordi sottobanco tra le stesse imprese per l’assegnazione degli appalti per opere pubbliche in Veneto. Il 10 marzo scorso arrivano dalla procura di Vicenza altri 38 rinvii a giudizio per un secondo filone dell’inchiesta sulle gare pubbliche truccate (la stessa che a ottobre aveva portato al rinvio per 54 persone).
( fonte)



Le rotatorie attuali si definiscono "alla francese", ma sono compensate da un'inimmaginabile cultura francese per il territorio.... tanti anni fa studiavo i contributi dell'IDF (Istituto per lo sviluppo forestale francese) riguardo le alberature e rinverdimenti stradali. In breve: come fare buone alberature stradali, spendendo poco e guadagnando molto, in piena sicurezza. Valenti agronomi e forestali ci hanno provato, a importare qualcosa qui in Italia.... niente da fare. Quindi, ancora una volta, importiamo volentieri il peggio e mai il meglio.... dicendo che "lo vuole l'Europa". Fanculo.  >:(
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #7 on: 15/06/10 (09:38) »
Potrei risponderti cercando le fonti delle accuse alle società che gestiscono gli impianti di fotorilevazione ai semafori, ai comandi della polizia municipale e perfino a qualche sindaco e assessore. Più multe per tutti...grazie a qualche ritocchetto.

Ma non posso prendermela coi semafori per questo, devo prendermela con gli italiani, che sono sempre pronti a escogitare qualcosa di nuovo e creativo pur di frodare lucrosamente il prossimo.

Alla fine anche in una rotatoria basterebbe poco per rendere la vita migliore a ciclisti e pedoni... strisce di attraversamento ad ogni uscita, e pista ciclabile che segue il percorso della rotonda. E guarda caso sono quasi sempre presenti.

Ma se poi hai ciclisti che si buttano in mezzo tagliando come capita, pedoni che attraversano dove vogliono ed automobilisti che stirano indiscriminatamente chiunque in qualunque punto lo incrocino allora posso anche convenire con te. Meglio un bel rosso vivo che è più facile da interpretare anche per i neandertaliani che circolano sulle nostre strade.

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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #8 on: 15/06/10 (10:30) »
La protesta sul giornale locale ha sollevato un po' di polvere: tutto i cartelli sono stato corretti, da "S. Paolo" a "S. Polo", il cartello principale mi pare rifatto del tutto. Potrei protestare per l'inutile spesa del rifacimento.  Chi la paga? 8)

Quanto alle rotonde, come dicevo, un po' di lettura mi ha chiarito le idee. NON sono fatte per fluidificare il traffico, ma perchè la sicurezza degli incroci aumenta moltissimo: è per questo che l'Europa "le spinge". Ma in città, sono tanto più sicure quanto più sono PICCOLE. Ero a Nova Goriza qualche giorno fa, la Slovenia è un paese serio, e infatti le rotonde extraurbane sono GRANDI e quelle nella cittadina sono PICCOLE.... tantyo piccole che sono state allestite senza minimamente modificare l'ampiezza degli incroci. Tanto,i vecchi incroci semaforici sono sempre molto larghi, adatti a strade a tre o a quattro corsie... una larghezza che diventa inutile, perchè nelle rotonde si accede con una corsia unica... a ben vedere, l'installazione di rotonde GIUSTE potrebbe permettere di RESTRINGERE le strade... figuriamoci.  >:(

Siccome ho l'onore e i privilegio di portare pegola, giusto ieri, nel corso dei lavori, hanno tranciato i cavi dei semafori e l'incrocio è incustodito e pericolosissimo.  ::)
Il sindaco è stato avvisato del grave pericolo, e un'eventuale incidente, quindi, non lo coglierà "non avvisato".  ::)

Non occorre dirlo ma.... risposte dal Sindaco alle mie mail: nessuna.
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #9 on: 15/06/10 (18:36) »
La saga si arricchisce di un tassello. Ieri sera scrivevo al Sindaco per mail:

Quote
Signor Sindaco,

Oggi, impegnando il quadrivio via Galvani-via S. Polo, dove sono in corso i lavori per la nuova rotonda, mi sono accorto che i semafori erano spenti. Provvisoriamente, certo, ma con grandissimo rischio di incidenti.

Ho trovato documenti che affermano - a sostegno della attuale campagna del Comune, volta a sostituire i semafori con rotonde . che lo scopo di tale conversione, sostenuta dalla Comunità Europea, è innanzitutto l'aumento della sicurezza. Ma in un documento online qui:

http://www.pordenone.aci.it/IMG/pdf/Il_boom_delle_rotatorie-2.pdf

ho trovato questa frase che sottopongo alla sua attenzione:

"I criteri di costruzione delle rotatorie variano sensibilmente e spesso risultano essere ottimi strumenti di arredo urbano (a parte qualche eccesso pacchiano).
La tendenza europea è quella di ridurre il diametro della rotatoria a pochi metri, in quanto gli studi effettuati dimostrano che le rotatorie più piccole sono dotate
di un eccellente sicurezza, di gran lunga superiore a quella delle rotatorie di maggior dimensione.
Il discorso è diverso per le rotatorie extraurbane dove un raggio di curvatura troppo ridotto penalizzerebbe eccessivamente i mezzi pesanti."

A questo punto mi chiedo quali siano stati i criteri per violare quello che - a detta dell'ACI - è un preciso orientamento europeo; se il documento Aci avesse ragione, significherebbe che  realizzare rotatorie piccole consente allo stesso tempo ingenti risparmi e notevole aumento della sicurezza. Ma non è questo il punto.

Le chiedo infatti di far allestire immediatamente
, onde evitare il pericolo grave e imminente di incidenti derivante dallo spegnimento del semaforo, una piccola rotonda centrale nell'incrocio S. Polo, anche con blocchi mobili in plastica (i comuni spartitraffico mobili). Se per caso la piccola rotonda funzionasse a dovere, lascio a lei le riflessioni del caso (io da tempo faccio le mie da cittadino e da contribuente, e sono riflessioni molto amare).



Bè, ci credereste? Oggi la piccola rotonda, fatta esattamente come avevo chiesto, è allestita. E funziona da dio.... il traffico scorre che è una meraviglia.  >:( 
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #10 on: 16/06/10 (09:22) »
E bravo Alex!  ;D
Tecnicamente parlando, è indubbio che le rotatorie smaltiscano il traffico melgio dei semafori.
Questi possono funzionare meglio sono in condizioni di traffico programmato, e nelle strade normali non è il caso.
La rotatoria si basa sul funzionamento dei fluidi, ed infatti il traffico è paragonato ad un "flusso".
I flussi liberi si regolano da soli in base alle "portate", ecco perchè le rotatorie smaltiscono meglio il traffico.

Ed alla francese funzionano decisamente meglio che all'Italiana. Io sono soddisfatto dell'impianto delle rotatorie: in tutti i punti in cui c'erano sempre code chilometriche, queste sono scomparse.

Ergo: funziona.
Certo, vanno fatte bene e "cum salis grano", ma questo è un altro discorso, non nuovo in Italia..
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #11 on: 16/06/10 (10:22) »
De minimis non curat praetor, ma siccome non sono pretore, continuo a occuparmene: il caso offre molti spunti, adesso si apre la questione "Fatta una mezza kazzata, è conveniente abbandonarla a metà o concluderla?" Detto così, la risposta è evidente: meglio fare una mezza kazzata, e fermarsi, che fare una kazzata intera.  8)

Ma quanti ne sono veramente convinti? Quanti sono realmente convinti che quando, in corso d'opera, nonostante un sacco di soldi già spesi, e magari con la prospettiva - in caso di abbandono - di forti penali, è conveniente e giusto e onesto riunciare? In realtà, completando la kazzata (e tentando di mascherarla con questioni pretestuose) si salva solo una cosa, che i politici e amministratori considerano importante: la loro faccia. Ci vuole coraggio, ad ammettere di aver sbagliato. Il fatto è che la faccia dei politici costa carissima a NOI, e non a LORO...

Molto tempo fa avevo trovato una trattazione sistematica di questo problema, magari voi avete un riferimento decente sottomano. E' chiaro che se questo principio di diffondesse, molte cose cambierebbero, vista l'estrema lentezza della realizzazione di alcune opere pubbliche.... fermo restando chepolitici e amministratori fossero (innanzitutto, intellettualmente) onesti.
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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #12 on: 16/06/10 (14:17) »
Risposta dall'Ufficio Tecnico del Comune di Monfalcone:

Quote
Monfalcone 16/06/2010

 

Con riferimento alla sua mail del 14/06/2010 si comunica che la semaforizzazione è stata interrotta nella mattinata di lunedì 14/06/2010 per un guasto accidentale nel corso dei lavori. Non era in previsione.

Dal momento che una riparazione provvisoria all’impianto avrebbe comportato qualche giorno di lavoro con i rischi conseguenti, di concerto con il comando di polizia urbana, già alla sera stessa del 14/06/2010, utilizzando l’area disponibile dell’incrocio esistente (per un diametro libero di circa 31 mt.) abbiamo studiato la possibilità di realizzare una mini-rotatoria provvisoria che consentisse, senza ostacolare la continuazione dei lavori, di evitare sostanziali disagi o pericoli  per la circolazione.

Tanto è vero che già dalla mattina del martedì 15/06/2010 il traffico è stato regolato così delimitando l’isola centrale con new-jersey (proprio come da lei correttamente suggerito) e modificando conseguentemente la segnaletica stradale.

La rotatoria nella versione definitiva tuttavia sarà strutturata  “a singola corsia” con un diametro esterno della corona giratoria, un  po’ più grande, di  circa 40 mt e un diametro dell’isola centrale di 11 mt. Quindi con larghezza della corona giratoria di 9 mt. (si allega grafico).

Il dimensionamento e i raggi di curvatura nella versione definitiva considerano la possibilità di transito di mezzi pesanti, che non possono “bloccarsi” in rotatoria qualora malauguratamente dovessero percorrere la via San Polo; altresì non era pensabile proporre un’isola centrale completamente sormontabile che non garantisce la necessaria sicurezza.

Si precisa inoltre che:

-  La rotatoria nella versione definitiva è stata progettata secondo la normativa vigente che la classifica come “compatta”.

Questo genere di rotatorie sono adeguate al tipo di traffico presente nell’intersezione di via S. Polo.

Inoltre il progetto è stato redatto in conformità alle “Linee guida” di Friuli Venezia Giulia Strade s.p.a che tengono appunto conto, come si è detto, anche del transito di mezzi per il trasporto di carichi eccezionali fuori sagoma.

- Per avere un termine di paragone; lo standard per le rotatorie urbane di norma è compreso tra i 30 e i 55 mt. La presente (da 40 mt.) non è nemmeno fra le più grandi.

In taluni casi vengono realizzate mini-rotatorie urbane con diametro compreso tra i 30 e 13 mt. Ma nel caso specifico, non sarebbero state compatibili con le direttive regionali né con i dati rilevati del traffico per la via San Polo.

 

Per quanto riguarda la mini-rotatoria provvisoria realizzata dal 15/06/2010  è stata dettata dall’esigenza di risolvere l’emergenza di mettere l’incrocio temporaneamente in sicurezza e, per le motivazioni sopra indicate, non può considerarsi idonea in via definitiva.

Distinti saluti

Ufficio Tecnico – Opere Pubbliche



Mia replica, e un po' di pubblicità a questo forum (che mai: mica parliamo alle spalle di nessuno, di nascosto!):

Quote
La ringrazio della risposta, nella quale vedo comunque alcune incongruenze. Risulta infatti, da quanto scrive, che il diametro libero dell'incrocio era di 31 metri circa, e quindi adeguato senza alcun lavoro a ospitare una rotatoria urbana "normale" il cui diametro, a quanto lei dice, va da 30 e 55 metri. Il citato documento dell'ACI di Pordenone non esprime misure, ma sottolinea che rotatori "di pochi metri" sono più sicure di quelle più grandi in ambito urbano; si riferisce però a orientamenti europei, che sembrano porre come prioritario l'obiettivo della sicurezza piuttosto che l'eventuale, e improbabile, passaggio di "mezzi eccezionali"; orientamenti europei forse non recepiti a livello locale regionale e dalle relative linee guida.

Resta il fatto che:
1. la rotatoria, così com'è adesso, mi pare garantire perfettamente lo smaltimento del traffico nellincrocio, cosa che invece non si può dire affatto per la successiva rotatoria adiacente all'Emisfero; chiedo che si valuti con obiettività il suo funzionamento, e, se adeguato, non mi sembrerebbe una cattiva idea prenderne atto, e modificare le previsioni progettuali;
2. non è chiaro, a me cittadino e contribuente,  il motivo per il quale,  potendo realizzare una rotatoria più piccola senza lavori molto costosi,  senza sottrarre spazi verdi alla cittadinanza, e  restando nel range dimensionale delle rotatorie "normali", si sia scelto, in questo momento di gravi preoccupazioni economiche, di realizzare una rotatoria più grande, con relativo aumento dei costi e dell'impatto.

Poichè questo caso è stato l'occasione  per una discussione più generale all'interno di un forun web politico, la informo che questa mail sarà pubblicata, in estratto o nella sua completezza, in tale forum, e precisamente a questo indirizzo:

http://www.forum-politico.org/index.php

Nel caso l'Amministrazione ritenesse opportuno, può rivolgersi al responsabile di tale forum per le eventuali precisazioni o richieste di verifica o cancellazione.

Ringraziando per la documentazione inoltratami, invio cordiali saluti.

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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #13 on: 19/06/10 (17:08) »
La vicenda continua. Mi permetto di sfruttare questo  spazio per registrarne tutte le fasi... non sempre si può seguire una vicenda del genere "dal vico, ecounque, come vedrete, ildiscorso si sta allargando e mi stotogliendo dei sassolini dalle scarpe. Quel pioppo va ricordato. So per certo che il sindaco che ho votato non lo dimenticherà tanto presto.


Mi risponde ancora l'ufficio tecnico:
Quote
Senza entrare in complicati “tecnicismi” o calcoli sui flussi di traffico si propone un esempio.

Nella situazione attuale, immettendosi nella rotonda dalla via San Polo con direttrice centro città-Ronchi,  ci si può rendere conto della difficoltà nel stimare dove uscirà il veicolo che sta percorrendo la rotonda (su via San Polo o su via Galvani). Nel dubbio, si dovrà attendere lo sgombero della rotonda prima di proseguire.

Ora, provando a moltiplicare questa “incertezza” per il numero di veicoli che percorrono la via San Polo ci si renderà presto conto che rotonde troppo piccole su strade molto trafficate creano più disagio che beneficio.

 

(D'altronde anche lei ha correttamente valutato che la rotatoria del nodo  Pocar-San Polo,  poco più avanti, nei momenti di punta  crea grossi problemi di incolonnamento proprio per  le sue modeste dimensioni)

C’è inoltre un altro aspetto da valutare.

Il centro della rotatoria, nella versione definitiva, è spostato verso Via Galvani con una deviazione dell’allineamento di via San Polo.

Anche con una rotatoria  di 31 mt,  sarebbe stato necessario abbattere le piante che ricadevano comunque entro il tracciato.

Il motivo dello spostamento del centro è il seguente.

Tutti gli assi dei “rami” (ovvero le strade che accedono alla rotatoria) devono convergere esattamente al centro (disposizione radiale) in questo modo vengono garantite velocità ridotte nelle fasi di entrata, attraversamento, ed uscita. Lo spostamento dal centro di uno degli assi crea una maggiore o minore curva in entrata a seconda esso sia verso sinistra o verso destra, (come ad esempio per la rotatoria del nodo  I Maggio-Pocar). Il progettista ha dovuto spostare l’allineamento di via San Polo e di conseguenza il centro della rotatoria per rettificare questa anomalia.

In merito alle affermazioni, per altro corrette, dell’ACI di Pordenone, circa la sicurezza delle mini-rotatorie nell’ambito urbano, è compito del progettista incaricato di  valutare, in base alla situazione contingente, ai parametri di traffico locali e alla velocità di progetto, le dimensioni più idonee delle strutture stradali da realizzare. Tali decisioni sono state condivise dallo staff Tecnico e dalla Polizia Urbana del Comune in sede di approvazione del progetto esecutivo, e anche se possono essere opinabili, non sono state prese con superficialità.

Infine l’opera non è a carico del Bilancio comunale ed è finanziata dalla Regione, che ha imposto alcuni criteri di progettazione, che ovviamente tengono conto di altri parametri oltre che al mero costo anche in tempi di “preoccupazioni economiche”.  Il Comune è tenuto a realizzare quanto richiesto nei modi prescritti dalla Regione.

Cordiali saluti



Al che io rispondo, non per chiudere il discorso, come vedrete:
Quote
Ringrazio nuovamente della risposta e delle spiegazioni, preferirei chiudere qui la discussione con Lei. Sono già stato ambientalista attivo una volta, non voglio ricascarci mai più: non serve assolutamente a nulla, e le polemiche, fine a se stesse, mi interessano pochissimo.

Stavolta ho reagito perchè la mia personale qualità della vita è stata intaccata, in quanto per mesi e per anni quell'opera, che nonostante tutti i pareri tecnici, tutte le indicazioni regionali, e tutte le norme nazionali, magari sarà perfetta, a me sembrerà uno dei mille episodi e casi di sperpero di risorse e di progressivo, e irreversibile, degrado del territorio che purtroppo vedo chiaramente, dovunque vada; disgraziatamente questa  ce l'avrò sempre sotto gli occhi, ogni giorno, a ricordarmelo.

Il cemento e l'asfalto, alla fine, vincono sempre. Mi spiace per lei, che deve lavorare in questo ingranaggio senza potersene esimere, nemmeno se volesse.

http://www.beppegrillo.it//2010/06/la_colata_inter/index.html?s=n2010-06-15



Dopodichè riaproildiscorso, ma rivolgendomi di nuovo al Sindaco,perchè voglio risposte politiche, e non solo tecniche. Prossimo post... lunghetto, abbiate pazienza. Ma ci sono ragionamenti e sassolini.... e anche un avviso di responsabilità, mi pare doveroso.

(per inciso:questo tipo di opere dimostra che i finanziamenti alle Regioni possono essere ancora tagliati, eccome!)


Ascolto con interesse qualsiasi opinione, ma vi prego: risparmiatemi quelle delle persone di buon senso (Alex)

Offline alexbr

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Re: La rotatoria "S. Paolo", a Monfalcone
« Reply #14 on: 19/06/10 (17:11) »
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LETTERA APERTA

Caro signor Sindaco,
spinto dal dolore per la "perdita di un vecchio amico", il grande pioppo abbattuto per i lavori in corso, ho iniziato la discussione sul caso della rotatoria di S. Polo, cortesemente il suo Ufficio Tecnico mi ha dato alcuni dati in risposta; ma non li considero soddifacenti, innanzitutto per il fatto che quella che vorrei è  una risposta politica (ossia, dovrebbe provenire da chi io, come cittadino ed elettore, ho indicato come mio rappresentante e ho  liberamente votato), e secondariamente per i contenuti e gli argomenti.

Mi permetta di elencare alcuni fatti obiettivi e verificabili, alcune "evidenze", come si chiamano in termini scientifici, e di trarne poi alcun e conseguenze offrendo dei suggerimenti concreti.

1. La Comunità Europea sta fortemente promuovendo la sostituzione degli incroci con rotonde per motivi di sicurezza dei cittadini. Il rischio di incidenti gravi si riduce drammaticamente.

2. Le dimensioni delle rotonde urbane "normali" vanno da 30 metri a circa 55 metri di diametro, mentre la dimensione di rotonde "piccole" vari dai 15 ai 30 metri.

3. La stessa Comunità Europea segnala che in ambito urbano le rotonde "piccole" sono hanno una sicurezza elevata,anzi, superiore a quella delle rotonde di dimensioni maggiori.

4. Circostanze occasionali hanno obblicato a realizzare, all'incrocio S. Polo, una rotonda di emergenza nello spazio immediatamente disponibile, a lavori in corso. La rotonda ottenuta ha un diametro di 31 metri, ed  è perfettamente in asse con le strade che vi confluiscono.

5. La valutazione "teorica"  delle capacità di una rotonda di smaltire il traffico immagino sia molto complessa. Meglio basarsi sulla realtà sperimentale dei fatti. Posso affermare che l'attuale rotonda provvisoria è immediatamente risultata eccellente: smaltisce perfettamente il traffico dell'incrocio, in qualsiasi situazione di traffico, e ha fatto scomparire quelle code che nelle ore di punta erano frequenti. La prego di far rilevare dai suoi organi tecnici e dal Corpo dei Vigili Urbani quanto affermo, anche per tenerne conto in circostanze future; la cosa può essere verificata da qualsiasi cittadino che percorra la rotonda alla guida di un veicolo e da qualsiasi pedone che sosti per un po' ai suoi margini.

6. Date le caratteristiche del traffico nelle rotonde, ossia la necessità di imboccarle da un'unica corsia, viene meno la necessità delle corsie centrali di affiancamento per la svolta a sinistra. Tenuto anche conto dei caratteri di maggiore fluidità del traffico, questo significa che la l'ampiezza delle strade può essere notevolmente ridotta senza danno per la circolazione: un'occasione unica per eliminare parecchi metri quadrati di asfalto e restituirli al verde.

7. Ultima osservazione di fatto: esistono moltissimi incroci, a Monfalcone, che hanno caratteristiche dimensionali analoghe all'incrocio S. Polo, e che quindi sono altrettanto pericolosi, ma non esistono le risorse per intervenire immediatamente in ciascuno di questi incroci con progetti analoghi al quello previsto per l'incrocio S. Polo, assai oneroso sia in termini di progettazione, che in termini di spese di realizzazione. Non vi è alcun ostacolo, al contrario, per attuare immediatamente, ovunque possibile, soluzioni provvisorie come quella che è stata adottata, spinti dall'emergenza, nello stesso incrocio: il tempo richiesto è stato di poche ore, le spese sono state irrisorie (disposizione di pochi frangitraffico mobili e rifacimento di qualche decina di metri di segnaletica orizzontale).

8. Come lavori accessori alla rotonda di S. Polo è  stato previsto anche un tracciato per una pista ciclabile che imbocca Via S. Polo, nonostante che la strettoia invalicabile del borgo S.Polo renda impossibile pensare di superare tale ostacolo con una pista ciclabile, in sicurezza.

9. L'attuale progetto, che prevede una rotonda "mediamente grande", del diametro di circa 40 metri, è stato adottato anche per permettere che la rotonda sia percorsa da "mezzi eccezionali". L'impossibilità di "centrare" la  rotonda come da dimensioni previste nell'incrocio ha comportato, fra l'altro, la necessità di ridisegnare gli assi stradali spostandoli in direzione dell'Ospedale.

Fin qui i fatti. Ora le considerazioni e i suggerimenti.

a. Se è vero - come la invito a far verificare - che l'attuale rotonda provvisoria del S. Polo si è rivelata adeguata a fluidificare il traffico, riducendo nello stesso tempo il rischio di incidenti come suggerito dalle direttive europee, la invito a far allestire nel minor tempo possibile rotonde provvisorie in ogni incrocio di Monfalcone, con con analoghe caratteristiche di dimensione e di potenziale pericolosità, in altri termini: in ogni incrocio in cui le strutture esistenti consentano l'installazione di una rotonda accettabile (anche se non "ideale", e soprattutto  anche se non "bella" o "decorosa"). Non facendolo, pur essendo a conoscenza della possibilità concreta  di farlo e dalla prova dei fatti che è possibile farlo, lei rischierebbe di  assumersi la responsabilità  di qualsiasi incidente futuro, in qualsiasi incrocio dove una rotonda provvisoria sarebbe stata facilmente realizzabile, ma non è stata realizzata.

b. Se è vero, come ritengo vero, che l'attuale rotonda dell'incrocio S.Polo si è rivelata inaspettatamente adeguata alle sue funzioni, le chiedo di prenderne atto, di  sospendere i lavori e di redigere un nuovo progetto basato su  questa constatazione di fatto, ripristinando anche gli spazi verdi erroneamente soppressi. Io, e penso molti altri suoi concittadini ed elettori, apprezzeremmo molto l'ammissione tempestiva di un errore, e la sua pronta correzione, piuttosto che la decisione di concludere comunque un'opera sovradimensionata per il mero fatto che un ripensamento esporrebbe a critiche, sarebbe amministrativamente complesso, ed esporrebbe al rischio di "perdere la faccia".

c. Per quanto riguarda le opere accessorie, la prego di eliminare la previsione della pista ciclabile in direzione Ronchi dall'incrocio S.Polo. Il percorso  ideale della eventuale pista ciclabile verso Ronchi è quello lungo il Canale Dottori. Esiste già, sul lato Carso del canale, una strata sterrata che percorre una bella zona alberata e che può essere facilmente raccordata alla pista ciclabile esistente verso Ronchi oltre la strettoia del Borgo S.Polo e evitando l'attraversamento della rotonda dell'Emisfero. Per utilizzare tale stradina esistente basta continuare per breve tratto l'esistente pista ciclabile lungo il  Dottori, attraversarlo con un primo ponticello subito dopo l'ultima casa, percorrere la stradina esistente adeguandola con fondo in macadam (NON in asfalto  nè in cemento), riattraversare il Dottori con un secondo ponticello in prossimità dell'intersezione fra canale e ferrovia, e raggiungere la nuova strada che accede al retro  dell'Ospedale con un tracciato leggero, anch'esso NON asfaltato.

d. Per quanto riguarda l'ipotetico transito per errore o per necessità di un mezzo eccezionale nella rotonda di dimensioni contenute, le suggerisco di realizzare l'isola centrale delimitandola con blocchi di cemento autoincastranti e terra. In caso di estrema necessità, una ruspa potrà parzialmente demolire l'isola centrale nel giro di minuti, quanto basta per permettere il suo superamento, e l'isola potrà essere ricostruita  in  pochissime ore. I blocchi autoincastranti consentono inoltre un gradevolissimo, e molto economico,  rinverdimento anche delle superfici verticali, e andrebbero utilizzati dovunque possibile in sostituzione delle strutture fisse in cemento armato.

Mi rendo conto che interrompere un lavoro già finanziato, affidato a un'impresa, e avviato, potrebbe essere, oltre che assai fastidioso in termini di immagine, anche costoso per penali e costi accessori. Tuttavia sono assolutamente certo che tali spese sarebbero ampiamente ripagate dal risparmio  costituito dal completamento dei lavori, opportunamente ridimensionati, in tempi brevissimi, e soprattutto dai futuri risparmi determinati da una progettazione più ragionevole e parsimoniosa in tutte le future rotonde; il risparmio è, a mio giudizio, ipotizzabile nella somma di alcune centinaia di migliaia di euro per ognuna delle future rotonde progettate con criteri di massima efficienza e minimo costo. Confido quindi che lei non sottovaluterà questi  suggerimenti, e, dopo averli sottoposti a adeguata verifica, ne terrà conto, applicando e facendo applicare, d'ora in poi, il principio del "massimo risultato con la minima spesa" in ogni lavoro pubblico.

Invio la presente per conoscenza anche all'Onorevole Serracchiani, per il suo doppio ruolo di deputata europea e di Segretaria Regionale del PD: entrambe sedi  importanti per valutare  queste considerazioni e, se ritenute ragionevoli, per promuoverne l'eventuale attuazione. Non vedrei male un'iniziativa europea di rivalutazione post hoc di tutti i progetti finanziati in tutto in parte dall'Europa, con obbligo di restituzione di una adeguata quota dei contributi concessi quando ne risulti un utilizzo a bassa efficienza e a insufficiente rapporto costi/benefici.

Cordiali saluti


(inviato per copia, oltre che al giornale locale, alla sezione WWF locale, e anche a Debora Serracchiani che è avvocato e di ambiente  non mastica molti, ma di contributi europei, spero, sì).
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