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Scienza => Energia ed Ambiente => Topic started by: alexbr on 06/03/10 (01:32)
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Dal blog di Grillo:
La Regione Piemonte ha deciso di produrre il 20% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Come vuol farlo? Attraverso la distruzione dei boschi. Per produrre energia saranno utilizzati ogni anno 2,2 milioni di metri cubi di legname, secondo le pazzesche norme della nuova Legge forestale regionale (L.R. 4/2009). Una legge in totale conflitto con le disposizioni di sostenibilità delle Risoluzioni approvate nelle Conferenze Ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa. La Legge Attila/Bresso è stata approvata in modo bipartisan (e come poteva essere altrimenti?) sia dal PDL che dal PDmenoelle. In pochi anni parte dei boschi del Piemonte scompariranno, sia quelli pubblici che quelli privati. Infatti, secondo un comunicato del WWF: "Attraverso il meccanismo della gestione provvisoria associativa (L.R. 4/2009, art. 18), in Piemonte il taglio del bosco oggi può venir eseguito senza darne comunicazione diretta al proprietario. Se il proprietario vuole conservare il bosco, tocca a lui rincorrere le amministrazioni che ne deliberano il taglio e opporvisi; se non fa nulla si trova il bosco tagliato! La legna gli sarà pagata al valore reale di mercato, ma chi poi la utilizzerà come biomassa ne otterrà la supervalutazione, drogata grazie ai soldi pubblici, di cui si è detto sopra".
http://www.beppegrillo.it//2010/03/la_distruzione_dei_boschi_la_legge_attilabresso/index.html?s=n2010-03-04 (http://www.beppegrillo.it//2010/03/la_distruzione_dei_boschi_la_legge_attilabresso/index.html?s=n2010-03-04)
MA CHE STIAMO QUA A PARLARE?
Grillo è l'unica persona con cui concordo 9 volte su dieci. Il PD ha perso la sua occasione storica, non accettandolo..... Che grandissima stupidaggine. Che pietoso attacco di panico. Il problema è che una quota minima delle persone è in grado di capire quello che dice.... pergli altri, ècome se parlasse cinese. Quindi, nemmeno lui potrà fare niente.
Sono stanco e stufo, mi sa che mi "ritirerò in convento". C'è il monastero benedettino di wikisource che mi aspetta.
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Perchè siamo tutti degli inguaribili ottimisti.
Il PDmenoelle ha rifiutato Grillo... perchè non si poteva permettere di accettarlo. ;)
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Ieri sera, una bella puntata di Presadiretta, Rai3, Sole Vento Alberi. Un bel reportage comparativo della strategia sulle energie pulite, in Germania e in Italia. Spero che abbiate avuto tempo/voglia di vederla.
Mi ha fatto pensare: in pura teoria, il Piemonte è su quella strada.... nulla impedisce di ottenere energia "pulita" dalle foreste, Ma c'è una lunga lista di "però", che si riassume in uno: "però bisogna farlo bene". Ecco, io mi "metto di traverso" subito, d'istinto, per il fatto che ho il "fondato pregiudizio" che noi NON sapremo farlo bene. Mi rendo conto, potrei sbagliare. Ma ho preso troppe mazzolate, è istinto di autodifesa....
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Non sbagli... è semplicemente buonsenso.
E' il pensare che saremmo in grado di farlo bene, che è pura utopia.
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Superato il primo, istintivo moto di stizza, e soppressa la mia tendenza a agire come il classico "ambientalista del no", vorrei ragionare un po' su questa questione delle energie "pulite", quelle che "non producono CO2".
La combustione di biomasse produce, inevitabilmente, CO2. Si afferma che NON produce CO2 soltanto perchè in teoria contiene una promessa e un solenne impegno: quello di permettere agli alberi tagliati, o comunque alla biomassa utilizzata attraverso la combustione o la biofermentazione, di riformarsi. Una foresta gestita in modo conservativo lo fa: la rotazione dei tagli permette, nel tempo, la crescita di nuove piante, che rappresentano una biomassa utilizzabile (e quindi fissano) una quantità di CO2 quasi equivalente a quella prodotta dal loro utilizzo energetico. Dico quasi, perchè anche il processo di taglio, preparazione del legno, ecc. costa energia e produce una certa quota di CO2; i trattori forestali e gli autocarri eccetera vanno a gasolio, non a legna; ma trascuriamo pure questa piccola differenza.
Se invece l'utilizzo della foresta NON è razionale e conservativo, ossia: se la legna viene semplicemente utilizzata senza consentire alla foresta di ricostituirsi, allora il bilancio CO2 non si pareggia. In altri termini, occorre "mantenere la promessa" di permettere alla foresta di ricostituirsi identica per estensione e struttura.... altrimenti, la cosa non funziona.
Al meglio, counque, immaginando che nessuno bari e che il bilancio accumulo/liberazione di CO2 sia in pareggio, l'uso energetico delle biomasse "va in pareggio": non riduce affatto la CO2 atmosferica. Se volessimo fare un passo in avanti, ossia ridurla, bisogna fissare la CO2, o identificare processi che la producono e interomperli.
Daniele si è molto meravigliato che io sia sostenitore delle discariche. Eppure le discariche, soprattutto quelle di materiali ricchi di carbonio in forma combustibile, sono un modo facile ed efficiente di fissare CO2 e diminuirne la quantità libera. Pensate alle sostanze plastiche. Se alla fine di un percorso anche virtuoso di utilizzo e riutilizzo, alla fine le bruciamo, liberiamo il loro carbonio come CO2, inevitabilmente. Se invece le seppelliamo, no. Abbiamo sottratto una certa quantità di carbonio all'atmosfera, esattamente come avviene, nei tempi geologici, quando biomassa viene incorporata nei sedimenti e "murata" nella profondità del suolo. Se seppelliamo la plastica, restituiamo al suolo il carbonio che gli abbiamo estratto e che rischiamo prima o poi di trasformare in CO2.
L'alternativa, che è oggetto di studio, è estremamente complessa e costosa: è quella di iniettare nel suolo, a grande profondità, la CO2 prodotta dalla combustione, dopo averla separata dagli altri gas e concentrata.
Vi sembra un ragionamento assurdo?
In conclusione, io sono fra i pochi che preferiscono le discariche agli inceneritori per tutto il "residuo non riciclabile". Dove, come, quando è un altro discorso.... al solito, è meglio fare le cose bene che farle male, 8), ma secondo me il discorso fila.
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In effetti faccio fatica a "digerirlo".. ;D
Ho qualche "remora" sul seppellire la plastica.
Tu mi dici che restituiamo carboni, ma cos'altro rischiamo di "regalare"? La plastica non è una sostanza "base" è un derivato chimico del petrolio.
La scomposizione (non lo so, chiedo lumi) riporta all'originale? Ho paura di no.
Sull'iniezione della CO2, nel sottosuolo... anche lì sono perplesso.
Ci sono parecchie cose che mi insospettiscono: e se cominciassimo a "gonfiare" delle bolle?
Di solito poi i gas cercano qualche "sfiato" per uscire di colpo. ;D
Scherzi a parte, penso agli accumuli di gas fuoriusciti in quel lago africano... :-\
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Ho qualche "remora" sul seppellire la plastica.
Tu mi dici che restituiamo carboni, ma cos'altro rischiamo di "regalare"? La plastica non è una sostanza "base" è un derivato chimico del petrolio.
La scomposizione (non lo so, chiedo lumi) riporta all'originale? Ho paura di no.
Sull'iniezione della CO2, nel sottosuolo... anche lì sono perplesso.
Ci sono parecchie cose che mi insospettiscono: e se cominciassimo a "gonfiare" delle bolle?
Di solito poi i gas cercano qualche "sfiato" per uscire di colpo. ;D
Scherzi a parte, penso agli accumuli di gas fuoriusciti in quel lago africano... :-\
No, la plastica seppellita rimarrebbe tale, per secoli, forse per millenni. Ma... chi può escludere che un giorno sia assai conveniente recuperarla, come preziosa materia prima? Avevo riferito altrove: al prof. Bevilaqua, ingegnere minerario, nel corso di una conferenza estremamente interessante sulle risorse minerarie, ho posto la seguente domanda: visto il basso tenore di metalli giacimenti attualmente scavati, è possibile che alcune discariche abbiano, nella loro massa, un tenore superiore? Ebbene, lui mi ha risposto di sì: alcune discariche "vecchie", che risalgono ai tempi in cui non si recuperava nulla, hanno già oggi un tenore di metalli tale da rendere conveniente il loro uso come "giacimenti artificiali"; e col passare tel tempo, e il rarefarsi dei giacimenti a tenore minerale molto elevato ("il mondo è finito", non è pensabile che esistano grandi giacimenti ancora sconosciuti...), verranno riutilizzati sia gli scarti dei vecchi giacimenti, che i giacimenti abbandonati per tenore troppo basso; ed è già iniziato il recupero dalle vecchie discariche.
Per un articolo sulla iniezione di CO2 nel suolo, il primo che ho recuperato: http://www.genitronsviluppo.com/2009/04/29/stoccaggio-co2/ (http://www.genitronsviluppo.com/2009/04/29/stoccaggio-co2/)