ROMA - I pensionati italiani sono i più tartassati d'Europa. Nel freddo inverno della crisi economica sono loro, capelli grigi e qualche acciacco, a portare un terzo del peso della pressione fiscale sulle spalle. Sembra un paradosso ma il 30,4 per cento del totale del prelievo Irpef è sostenuto dai pensionati. Ovvero: sui 145,9 miliardi che l'erario incassa ogni anno dai suoi oltre 40 milioni di contribuenti, ben 44,4 provengono dalle buste-paga dei 15,3 milioni lavoratori a riposo.
Pagano molte tasse e, al netto, si mettono in tasca ben poco. Circa il 15 per cento in meno, in media, rispetto ai pensionati dei maggiori paesi europei dove, con un sistema di detrazioni e deduzioni, si tutela il reddito di questa fascia debole della nostra società. Ma non basta: a parità di reddito con un lavoratore dipendente incassano di meno al netto delle tasse perché il sistema delle agevolazioni li penalizza.
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E' tristissimo vedere un paese che non riesce a fare altro che .. prendere soldi dove li trova: nelle tasche delle fasce più deboli.
Alla faccia del "sociale", è dalle tasche di questi che lo Stato è ridotto a "prelevare" i soldi.
Un dato che suona molto male se confrontato con questi:
Qualcosa non quadra: incrociando i dati di vendita delle vetture di lusso con le dichiarazioni dei redditi si scoprono dati incredibili. In un Paese dove lo scorso anno si sono vendute 620 Ferrari, 151 Lamborghini, 180 mila fra Mercedes, Bmw, Audi e un totale di 206 mila auto dal prezzo medio di 103 mila euro, solo 76 mila italiani (ossia, lo 0,18 per cento dei 41 milioni e 66.588 contribuenti, poco meno di due su mille) hanno dichiarato al fisco più di 200 mila euro lordi. Questo significherebbe che solo meno della metà di chi ha comprato una macchina di questa categoria - spendendo fra l'altro in un colpo solo tutti i soldi guadagnati in un anno - si sarebbe potuto permettere davvero una macchina del genere.
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Evidentemente, è più facile rapinare un anziano al "bancomat" che fermare un ladrone in auto...