C'è un problema di fondo: le risposte non le ha neanche chi l'ha fatta...

Per adesso sono "numeri buttati sul tavolo", tanto per "dare i numeri".
Adesso cercheranno di vedere se e dove si possono concretizzare.
A parte la facile (ed amara) ironia, è davvero una manovra "tampone", una pezza necessaria a recuperare un minimo (un minimo...) di credibilità nei confronti degli altri paesi che stanno mettendo in campo manovre ben più corpose, ma basate su vere riforme strutturali.
Tanto per dirne una: in Francia la stanno pensando nell'ordine dei 100 (leggasi cento) miliardi di euro in 3 (tre) anni.
Come si vede, ben diverso "spessore"...
Per provare a rispondere:
definirla "correttiva" mi sembra improprio. Dovrebbe dirsi ex novo... necessaria OLTRE a quella che si era pensata. Ma viene messa "insieme" per non spaventare.
Ovvero: noi abbiamo bisogno di una certa cifra per andare avanti, come sempre. In più (in aggiunta) bisogna farne un'altra per mettere i conti a posto il più in fretta possibile.
E la frase "è l'Europa che ce lo chiede" è una bella menzogna: l'Europa ha SEMPRE chiesto che i conti fossero in ordine. Ma questo dimostra che a posto non lo siamo mai stati.
"Qualcuno" adesso dice: abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità.... ma và ??
Io ricordo che lo disse già Craxi ai tempi di tangentopoli, quando spiegò che il "benessere" italiano derivava dai fondi che arrivavano dagli USA per le basi militari e per i fondi "neri", non certo per le capacità produttive del nostro paese.
Ma è lo stesso "qualcuno" che fino a meno di dieci giorni fa diceva che eravamo fuori dalla crisi, lo stesso che ha sempre sostenuto che la crisi non esistesse.
Parafrasando quello che diceva un comico: "la crisi non esiste, esiste solo nelle vostre menti bacate..."
Peccato che anche l'ipnosi ad un certo punto debba finire... e ci si risveglia nella realtà.