Sono quelli che stanno avvenendo oggi in Grecia, il primo paese europeo a trovarsi nella situazione di reale rischio default.
E' un paese che per tanti versi assomiglia al nostro, soprattutto per l'evasione fiscale endemica e l'abitudine a "bustarelle" e raccomandazioni.
Come si dice: "una faccia, una razza...".
Entrro pochi giorni la Grecia dovrà trovare 9 miliardi di Euro per rimborsare obbligazioni in scadenza:
ATENE - "Ci servono 9 miliardi di euro per rimborsare obbligazioni in scadenza il 19 maggio, ma i tassi di mercato sono totalmente proibitivi". E' l'allarme lanciato dal ministro delle finanze greco, Georges Papaconstantinou al termine di una nuova giornata che Atene ha passato in altalena, tra aperture e cautele sugli aiuti internazionali per il paese.
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Speravano in un aiuto (o melgio in un salvataggio...) da parte dell'Europa, ma proprio ieri la Germania ha risposto "picche".
Non per cattiveria o disinteresse, ma giustamente per non dare inizio a "salvataggi" senza reali impegni da parte dei salvati.
Perchè si sa benissimo che la Grecia non è un caso isolato, dietro l'angolo ci sono almeno altri quattro paesi europei vicini a quella situazione (tra cui, il nostro..).
E' una problema di "esempio":
In mattinata il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle, parlando a Lussemburgo a margine del consiglio esteri della Ue, aveva già affermato che la Grecia deve fare "i suoi compiti a casa" prima di ricevere un aiuto finanziario. "Dare i soldi alla Grecia troppo presto l'allontanerebbe dal dovere di fare i suoi compiti a casa con la necessaria diligenza e disciplina", ha detto il ministro, esponente di spicco del partito liberale (Fdp), ribadendo le perplessità della Germania sul piano di sostegno ad Atene e precisando che il governo tedesco "non ha ancora preso una decisione".
Ovviamente altri paesi europei si sono già detti pronti, perchè sanno che "se io oggi dò una mano a te...". Tra questi, il nostro, anche se sarebbe interessante sapere DOVE troveremo i soldi da prestare alla Grecia. Ma questo fa parte della "finanza creativa", di quell'arte di sistemare i conti in modo che i soldi, miracolosamente, saltino fuori.
Sintomatica è però la posizione della Germania, che non vuole cedere così sull'onda delle "emozioni".
E' la Germania ad avere in portafoglio la maggior parte del debito Greco, pertanto ha tutto l'interesse a che questo paese si risollevi davvero e non che tale ripresa sia drogata da facili sovvenzionamenti che non farebbero altro che prolungare un'agonia oramai giunta al culmine.
A cosa servirebbe "salvare" oggi questo paese se poi nel giro di poco si sarebbe di nuovo daccapo? Solo a buttare altri soldi dalla finestra.
Pertanto, meglio affrontare il problema oggi, adesso. Molto pragmaticamente, com'è uso del popolo tedesco.
E' una situazione da seguire attentamente, anche perchè si può osservare come reagisca il paese ai tagli annunciati.
C'è da cambiare una mentalità, una cultura.
Esattamente come si dovrà fare "chez nous".