Ed ecco che riparte la "pantomima": torna Bertolaso a "mettere a posto" le cose, per poi farle vedere ai giornalisti.
Dopo la denuncia di Repubblica sul flop del G8 alla Maddalena (costo 327 milioni, posti di lavoro zero) e sullo stato di abbandono e degrado in cui versano le strutture costruite per il vertice poi trasferito all'Aquila, la Protezione civile - incaricata dal governo per l'allestimento del G8 attraverso una apposita struttura di missione - è corsa ai ripari. Tecnici e operai sono intervenuti in questi giorni - tra venerdì scorso e ieri pomeriggio - nell'ex Arsenale, l'area (155mila metri quadri) dove doveva svolgersi il G8 e dove avrebbe dovuto alloggiare la delegazione americana.
Le strutture dell'ex Arsenale sono state risistemate e oggi saranno mostrate ai giornalisti, con una visita guidata, dal capo della Protezione civile (e ministro in pectore) Guido Bertolaso, dal presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e dall'architetto progettista Stefano Boeri. Gli operai, con l'ausilio di bracci meccanici, hanno lavorato in particolare sul tetto dell'hotel che si affaccia sulla darsena (700 posti barca): lì sopra, come ha raccontato la video-inchiesta di Repubblica una settimana fa, era stata costruita una piscina. Ma il pavimento in legno, così come molto altro, aveva ceduto, logorato dall'abbandono di questi otto mesi.
Fonte
Da questa "corsa" si evince una cosa sola: che la denuncia fatta sullo spreco era più che giustificata.
Quella che seguirà, sarà soltanto la buffonata per far vedere (adesso sì, prima non si diceva nulla...) che hanno sistemato tutto.
E senza bisogno di essere Nostradamus, posso profetizzare che:
diranno che si creeranno (futuro) posti di lavoro, che le strutture saranno (futuro) messe a disposizione della gente... tutto al futuro.
Intanto,
è gia costata (
passato...) oltre 300 milioni.
Dei nostri soldi.
Ma va tutto bene... tanto, ne abbiamo noi da buttare di soldi, vero?
E pensate che gli Italiani si indignino? Certo che no!
Per indignarsi, lo dice la parola stessa,
bisogna averla, una dignità.